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INTERVIEW TO RADIO ENERGY ÖSTERREICH (VIENNA, 16/05/2019)

Alvaro was interviewed by the Austrian radio station Radio Energy Österreich several hours before his concert at the Gasometer in Vienna on Thursday May 16th. In his interview to Radio Energy Österreich, Alvaro talks about how people learn Spanish with his songs, about how special it was for him to film Sing Meinen Song das Tauschkonzert in South Africa, and he also explains the meaning of several songs on his new album Mar de Colores Extended Version, like Puebla and Niño Perdido. Watch below the interview

Álvaro fue entrevistado por la emisora de radio austriaca Radio Energy Österreich varias horas antes de su concierto en el Gasometer de Viena el pasado jueves 16 de mayo. En su entrevista con Radio Energy Österreich, Alvaro platica de cómo mucha gente aprende el castellano con sus canciones, sobre la experiencia única y emotiva que fue para él grabar Sing Meinen Song das Tauschkonzert en Sudafrica, y también nos explica el contenido de algunos temas incluidos en su nuevo álbum Mar de Colores Versión Extendida, como Puebla y Niño Perdido. Mira su entrevista abajo.

Credits: Video from the Youtube channel of Radio Energy Österreich  

INTERVIEW ON RADIO 7 PLATTENKÜCHE (NEU-ULM, 22/05/2019) 

Alvaro was interviewed by the German radio station Radio 7 before his acoustic concert at the event Radio 7 Plattenküche in Neu-Ulm on Wednesday May 22. 

Alvaro fue entrevistado por la emisora de radio alemana Radio 7 antes de su concierto acústico en el evento Radio 7 Plattenküche del miercoles 22 de mayo en Neu-Ulm. 

Credits: video from the Youtube channel of TRENDYone 

INTERVIEW TO ITALIAN MAGAZINE IODONNA (10/05/2019)

Alvaro Soler si racconta a iO Donna: «Da adolescente ero molto timido, anche con le ragazze»

 

10/05/2019 --- Iodonna Italia 

Il cantautore spagnolo, che si prepara a conquistare i festival estivi con diverse tappe in tutta Italia, arriva oggi nei negozi con tre inediti inclusi nella riedizione di ‘Mar de Colores’

 

Alvaro Soler è tornato in Italia. Il cantautore spagnolo dalla faccia pulita, dal sorriso coinvolgente e che da diversi anni non sbaglia un colpo, inanellando un tormentone estivo dopo l’altro, giovedì sera si è esibito al Forum di Assago e, dopo il tour in Europa, si prepara a conquistare i festival estivi, con diverse tappe che vanno da Frosinone ad Asiago. Dal successo di Sofia in avanti Alvaro Soler non si è più fermato, e anche l’esperienza di giudice a X Factor Italia ha contribuito a regalargli una notorietà da 390 mln di streaming e 30 dischi tra oro, diamante e platino, in tutto il mondo. Mentre prepara il nuovo album, il suo terzo, Alvaro Soler arriva oggi nei negozi con tre inediti inclusi nella riedizione di ‘Mar de Colores’. iO Donna lo ha intervistato.

A caldo, com’è andata giovedì al Forum di Assago? È stato il ritorno in Italia, qui il pubblico ti adora…

 

Direi che è andata benissimo, si respirava un’energia pazzesca. Ci sono state canzoni più calme e pezzi da ballare, c’è stato un grande feeling con il pubblico. Per me tornare in Italia è sempre una grande emozione. Qui la gente è caldissima, energica, ti senti coccolato, abbracciato. Un momento che ho amato molto e che ricorderò è stato quando ho cantato in italiano una cover di Peppino Gagliardi. E’ stato un momento molto intimo, il mio regalo al vostro Paese.

A proposito di successo e di abbracci. Il successo che hai qui con le ragazze, quando sei in strada ti assaltano, è uguale a quello degli altri paesi?

Proprio così no. Qui siete molto calorosi. Credo che il mio successo con le ragazze sia un effetto collaterale del fatto che sono popolare. Spesso le persone valutano importante soprattutto quello e questo non mi piace.

 

Ma da adolescente eri popolare a scuola, riuscivi ad affascinare così tanto?

 

Direi di no, avevo il mio piccolo seguito ma non sono mai stato il più bello della scuola e poi ero molto timido. Il mio lavoro, l’esperienza con la musica, i tour, affrontare le interviste, mi ha aiutato a vincere la timidezza. Sono molto maturato da quel punto di vista, ho imparato ad aprirmi, a sentirmi a mio agio.

Ma eri uno da prima mossa con la ragazza che ti piaceva?

 

Dipende dai casi, non andava sempre allo stesso modo.

 

In molti ti vedono come il Re delle estati. Molti tuoi brani sono diventati veri e propri tormentoni (‘Sofia’, ‘El mismo sol’, ‘La Cintura’). L’etichetta ti infastidisce?

 

Credo che dipenda dal fatto che i miei brani passano alla radio nel periodo primaverile/estivo, ma va benissimo. Mi piace l’idea di diventare la colonna sonora della vita di qualcuno. L’estate è una bella stagione, piacevole e si ricorda sempre con il sorriso. Con le mie canzoni entro nei ricordi delle persone.

 

E tu? Che colonne sonore hai avuto da adolescente?

 

Se devo citare tre brani che mi hanno accompagnato e che hanno un significato particolare direi: ‘Your song’ di Elton John, ‘In the end’ dei Linkin Park perché il brano ha accompagnato la mia adolescenza, ero un teenager e mi ci riconoscevo in fine ‘La Tortura’ di Shakira e Alejandro Sanz. In quel periodo vivevo in Giappone e non arrivava molta musica latina lì, quella canzone è arrivata in radio e mi faceva sentire a casa.

A proposito di Giappone, dove hai vissuto per un periodo abbastanza lungo. Cosa ti ha lasciato come eredità di carattere?

Penso che mi abbia reso rispettoso verso le persone e aperto alle culture. La cultura giapponese è molto diversa da quella europea, direi che ha modificato il mio modo di guardare alle altre culture. Mi ha reso molto curioso.

 

Vivi fra Berlino e la Spagna. In cosa ti somiglia Berlino? Con la tua solarità non è la prima città che viene in mente…

D’inverno in effetti può essere molto triste la vita in città ma in questo periodo, appena arriva la primavera è esplosiva. Fiorisce tutto, è una città verde, piena di vita, la gente vive molto fuori, per strada, cammina, frequenta i locali, si gode il sole e questa è una cosa che mi somiglia molto.

Appena arrivata nei negozi la riedizione di ‘Mar de Colores’ con tre inediti. Fra i nuovi brani c’è anche ‘La Libertad’, il brano già si candida a tormentone dell’estate 2019, il testo invita a non chiudersi nelle routine. Hai routine che sfuggi?

Io ho una vita strana, in pratica vivo nella routine della non routine. La mia vita non è routinaria per nulla ma sono impegnato tutto il tempo in cose diverse. Per me il video che esce proprio oggi (10.05.2019) è un inno all’amicizia, alla libertà, alla voglia di stare con gli amici. Invita ad essere flessibili, a sperimentare, a visitare Paesi nuovi. Tutto ciò che mi piace fare nella vita.

INTERVIEW TO GALA MAGAZINE (22/05/2019)

Alvaro Soler:  Darum fließen bei ihm keine Tränen

22/05/2019 --- Gala.de 

 

Seine spanische Lässigkeit hat Alvaro Soler zum Weltstar gemacht. Im GALA-Interview erzählt er, wer ihn erdet und warum es ihm manchmal schwerfällt, Gefühle zu zeigen

Sein musikalisches Repertoire hat weit mehr zu bieten als nur Sommerhits. Aktuell ist Alvaro Soler jede Woche neben Gastgeber Michael Patrick Kelly und seinen Musik-Kollegen Jeanette BiedermannWincent WeissJohannes Oerding, Jennifer Haben und Milow auf dem Sofa von "Sing meinen Song - Das Tauschkonzert" zu sehen. Parallel dazu erscheint eine neue Edition seines Albums "Mar de Colores" mit drei neuen Songs – inklusive seiner neuen Single "La Libertad“. 

Ihre Songs singen Sie in der Regel auf Spanisch oder Englisch. Bei "Sing meinen Song" kommen Sie um Deutsch nicht herum. Wie haben Sie das empfunden?


Alvaro Soler: Ich habe früher mal in einem Kinderchor Deutsch gesungen, sonst nicht. Das war auch für mich eine Premiere. "Sing meinen Song" ist eine Show in der alles möglich ist und Ich habe mich total frei gefühlt.

 

Sie singen normalerweise vor tausenden Menschen. Wie geht es Ihnen vor einem so kleinen Publikum aus Kollegen zu performen?


Soler: Ein kleines Publikum macht mich definitiv nervöser. Vor sechs Musikern zu singen, die genau wissen worum es geht, ist wirklich besonders. Sie hören direkt, wenn ein Ton nicht sitzt. Das geht mir natürlich die ganze Zeit im Kopf rum.

Über wen wussten Sie am wenigsten?


Soler: Ich glaube über Jeanette Biedermann. Ich bin ja nicht in Deutschland aufgewachsen und kannte daher nur ihre Musik. Ich kannte Britney, aber nicht die deutsche Britney, Jeanette.  (lacht)

"Sing meinen Song" rührt Teilnehmer und Zuschauer regelmäßig zu Tränen. Wie haben Sie das empfunden?


Soler: Es wurde sehr emotional. Ich weiß auch nicht, warum. Wenn man die Sendung im Fernsehen sieht, fragt man sicher immer: Was ist los mit den Leuten? Warum weinen sie die ganze Zeit? Wir haben das auch nicht verstanden, bis wir dort waren. Am Ende war es bei uns genauso.

Und woran liegt es?


Soler: Mit Musik fühlt man alles noch intensiver, die Lyrics sind stärker, die Melodie bewegt. Man versteht alles viel besser. Es gab Momente, in denen wir einfach zehn Sekunden lang nichts mehr gesagt haben, weil wir so fertig waren. Das war echt bewegend. Wir waren nach den Dreharbeiten emotional echt fertig. 

Sind Sie ein Mann, bei dem Mal Tränen fließen?


Soler: Ich sage mal so: Ich bin in einer Zeit aufgewachsen, in der es als Schwäche angesehen wurde, wenn Tränen fließen. Das ist aber absoluter Blödsinn. Eigentlich ist weinen total geil. Ich wünschte, ich könnte mehr weinen. Ich trainiere jetzt zu weinen. Ich bin aktiv dabei. (lacht)

Tun Sie sich mit Gefühlen schwer?


Soler: Das ist meine deutsche Seite. Sie will mir nicht erlauben so emotional zu sein. Ich war aber wirklich sehr bewegt. Ich wollte weinen, aber es hat einfach nicht geklappt. (lacht) Es gibt Momente, in der Show, in der die Zuschauer denken werden: Alvaro weint gleich – und dann weine ich doch nicht. Sie werden dann vielleicht selbst weinen.

Sie sind ein Weltstar, lassen das ihr Umfeld aber nicht spüren. Wie behalten Sie sich Ihre Bodenständigkeit?
 

Soler: Ich bin einfach dankbar für alles. Ich kann das gar nicht fassen. Es wirkt wie ein Traum. Das ist wirklich so. Ich habe Menschen um mich herum, die das ähnlich sehen. Wir erden uns gegenseitig. Ich brauche nicht irgendeinen Schnickschnack, weil ich ein Musikstar bin.

Welche Rolle spielt Ihre Familie dabei?


Soler: Für sie bin ich einfach Alvaro. Natürlich freut sich meine Familie auch über meinen Erfolg, natürlich sind sie stolz. Ich will auch meine Familie in alles integrieren, was ich mache, damit sie mich besser verstehen.

 

Besuchen Sie häufig Ihre Konzerte?


Soler: Ich habe meine Eltern und Großeltern vergangenes Jahr zum Beispiel zum Weihnachtskonzert im Vatikan und zu einem Neujahrskonzert eingeladen. Das war für sie ein verrücktes Erlebnis. Für mich aber auch. Für sie ist das einfach nicht begreifbar, dass Leute Fotos von mir wollen.

INTERVIEW TO THE GERMAN NEWSPAPER JUNGFRAU ZEITUNG (28/05/2019) 

In den schönsten Buchten unter der gleichen Sonne

28/05/2019 --- Jungfrau Zeitung 

Álvaro Soler wird am Freitagabend das Seaside-Publikum mit seinen eingängigen Rhythmen und Melodien wach halten. Dass er so aufgeweckt ist, verdankt er unter anderem dem frischen Wasser in kühlen Buchten.

«August, come on – ich geh auf jeden Fall baden», freut sich Álvaro Soler auf seinen Auftritt am Seaside Festival in Spiez. «Ich bin ja am Meer aufgewachsen, wenn ich an Barcelona denke, denke ich gleich ans Schwimmen.» Umso mehr freut sich der spanische Künstler, der heute in Deutschland lebt, über das Video des Schwimmclub Spiez. Darin heisst ein Teil der Mitglieder ihn in der «schönsten Bucht Europas» willkommen. «Wenn ich da bin, werde ich mit ihnen in den See springen», kündet der Erfinder von «El mismo Sol», «Sofia» oder «La Cintura» an. Im Interview erzählt Àlvaro Soler, dass es für ihn das Schönste ist, sich in einem natürlichen Gewässer abzukühlen – gerade auch nach einem schweisstreibenden Auftritt.
Nachgefragt bei Álvaro Soler, Musiker

 

Spiez wirbt ja mit «der schönsten Bucht Europas». Wie tönt das für dich?

Álvaro Soler: Gut gewählt!

 

Im August wirst du ja dort auftreten. Wo liegt denn die Bucht, die du bisher als die schönste erlebt hast?

Die liegt in Spanien, in der Nähe von Barcelona. Die ganze Costa Brava ist ja total schön, meine Lieblingsbucht liegt im Norden, fast an der Grenze zu Frankreich, in Cadaqués. Dort habe ich das Video zu meinem aktuellen Song «La Libertad» gedreht. Dort ist übrigens auch der Maler Salvador Dalí aufgewachsen, sein Haus erkennt man daran, dass darauf riesige Eier zu sehen sind.

Was macht denn den Reiz dieser Bucht aus?

Mein Opa hatte früher ein Haus direkt am Meer. Als Kinder hätten wir einen Swimmingpool bevorzugt, er meinte aber immer, an einer solchen Lage sei dieser Verschwendung. Heute weiss ich, was er meinte. Das Schönste für mich ist eine Bucht, welche die Natur geschützt vor dem Wind mit kristallklarem Wasser natürlich gebildet hat. Genauso eine Bucht gibt es in der Nähe von Cadaqués.

 

Und da hast du auch Schwimmen gelernt?

Ja, wahrscheinlich war ich auch ab und zu dort, als ich das Schwimmen lernte.

 

Aber du warst nicht in einem Schwimmclub?

Doch, ich war in einem Schwimmclub, nämlich in Japan in der Schule. Aber nur am Anfang, denn ich habe das Wettkampfschwimmen nicht weiterverfolgt. Schwimmen ist aber einer meiner Lieblingssportarten geblieben, und wenn ich im Sommer das erste Mal wieder im Meer oder in einem See bin, dann merke ich, wie ich es vermisst habe.

Diesen Sommer wirst du also in zwei der schönsten Buchten Europas anzutreffen sein, die unter der gleichen Sonne liegen – in Spiez und in Spanien. «El Mismo Sol» war dein erster grosser Hit, was hat dich dazu inspiriert?

Die Erfahrung und Beobachtung, dass alle unter der gleichen Sonne feiern und Spass haben können – egal, wo die Menschen herkommen. Musik bringt die Leute zusammen, beispielsweise mich und meine Producer sowie mein ganzes Team, zahlreiche Fans und viele Menschen, die ich vorher nicht kannte. Diesen Gedanken von Community finde ich sehr schön, und er drückt sich in «El Mismo Sol» aus.

 

Deine Fans sagen unter anderem, dass man bei deiner Musik einfach tanzen muss. Welches ist die Kunst, um die Menschen in Bewegung zu bringen?

Die Kunst besteht darin, dass ich Spass habe, wenn ich die Musik schreibe. Es gibt keine Regeln, man kann einen Song frei gestalten, sich vom Gefühl leiten lassen. Das finde ich das Schönste am Songschreiben.

 

Und wann weiss man, dass es ein Hit wird?

Wenn der Song die Magie in sich hat, dass man ihn immer wieder hören will. Ein guter Groove ist auf jeden Fall eine gute Basis für die Kunst des Songwritings, die natürlich auch sehr wichtig ist. Zu einem guten Groove gehören Drums und eine Perkussion, die einen richtig in die Bewegung reinziehen – auch uns als Band bei den Aufnahmen im Studio. Das gibt es eben sehr oft in der Latino-Musik und in der Musik, die ich früher gehört habe.

 

Die halbe Arbeit machst du also beim Songwriting. Welche Kunst wendest du an, wenn du auf der Bühne stehst?

Ich finde, die Songs sprechen für sich. Vor allem, wenn die Leute den Song kennen und mitsingen und tanzen, dann ist der Job schon getan. Dann kommt ganz viel Energie rüber, das ist super.

 

Und wenn die Leute den Song nicht kennen?

Dann ist es schwieriger, aber auch hier kommt es zum Austausch von Energie. Wenn wir Spass haben auf der Bühne, dann haben die Leute generell auch Spass und lassen sich auf neue Sachen ein.

Und das sicherlich auch im Berner Oberland. Du kennst die Region schon von früheren Konzerten?

Die Tournee von 2015 führte uns damals nach Thun, ich glaube, wir sind im Gleiswerk aufgetreten. Ich weiss noch nicht ganz genau, wo Spiez liegt, nur dass es da in der Nähe ist und am Thunersee.

 

Der ist dir also in Erinnerung geblieben?

Der ist ja riesig. Das Spannende an der Schweiz sind die Kontraste – während des Badens im See auf schneebedeckte Gipfel zu blicken beispielsweise.

 

Was hast du schon vom Seaside Festival gehört?

Mark Forster hat bereits davon erzählt, darum bin ich überzeugt, dass es ein gutes Open Air und ein guter Ort ist. Vielleicht kommt er ja auch mit zum Baden, wer weiss.

 

Wird es Überraschungen geben?

Auf jeden Fall, allerdings werden es eher spontane Einlagen sein. Vor dem Auftritt am Seaside Festival werden wir nämlich mehrere Monate touren und dabei die Songs und die Show perfektioniert haben. Wir haben da schon Ideen, auch für das Seaside Festival. Ich kann noch keine Details verraten, nur dass es auf jeden Fall schön wird.

INTERVIEW TO ITALIAN NEWSPAPER CORRIERE DELLA SERA (30/05/2019) 

Soler e l’ondata pop latina: troppi cloni senza qualità

30/05/2019 -- Corriere della Sera 

«Canto la libertà, un lusso che possiamo permetterci solo noi europei»

Estate non fa rima con Soler. In grammatica. In musica invece... Estate 2015: l’Italia scopre (prima degli altri Paesi) il cantautore catalano e «El mismo sol» diventa un tormentone. Nel 2016 Álvaro bissa con «Sofia». La doppietta lo porta al banco dei giudici di «X Factor» e l’estate successiva la passa al lavoro sul nuovo album «Mar de colores». Che viene pubblicato l’anno scorso e colpisce ancora con «La Cintura».

È in radio da qualche settimana «La Libertad», uno dei tre brani inediti chefanno parte della nuova versione di «Mar de colores». Quella del 2019 rischia di essere un’altra estate soleriana. «Non sento più la pressione di spaccare. Altrimenti sarebbe uno stress difficile da sostenere. Cerco solo di scrivere canzoni che possano entrare in contatto con culture diverse».


Libertà, parola importante in questo momento...
 

«Ho pensato che potesse essere fraintesa. Sono di Barcellona e con quello che accade in Catalogna temevo che il brano potesse essere letto politicamente. In realtà parlo di un concetto più ampio di libertà».


Il passaggio sulla ricerca di un mondo lontano allude al dramma dei migranti? È quella la libertà?
 

«Nemmeno quello, anche se poi in realtà ognuno legge le canzoni come vuole».


E per lei cos’è la libertà?


«Un lusso. È una cosa che abbiamo qui in Europa. Non la vedo ad esempio in Venezuela. Ed è fatta anche di piccole cose, come poter girare fra stati diversi con una carta d’identità. Ma è anche libertà poter scegliere un sistema educativo gratuito o un’assistenza sanitaria pubblica».


La musica latina sta conquistando il mondo. E non più, come in passato, solo d’estate. Che ne pensa?


«Sono felice, anche se c’è un aspetto che non mi convince. Ci sono troppi featuring e gli artisti sono spinti a fare troppe canzoni in poco tempo. Sto ragionando su come propormi in America dove sono meno popolare, ma fatico a adattarmi a questa logica. Forse aiuta a spingere gli ascolti in streaming che in America latina è fondamentale. Il successo nasce da lì, non dalle radio».


Si sente pronto a «destagionalizzare» anche Álvaro Soler?


«Ho pronta una canzone nuova che uscirà a settembre. C’è qualcosa di più invernale?».


L’ultimo pezzo di «Mar de colores»?


«No. Sarà il primo singolo del prossimo album. Sarà qualcosa di molto diverso da quello che ho proposto sinora».


Di recente al Forum di Milano (tra un po’ tornerà in Italia per altri show) ha cantato in italiano...


«Ho scelto “Che vuole questa musica stasera” di Peppino Gagliardi, un pezzo poco conosciuto che ho scoperto mentre guardavo un film in aereo. Il film non era un granché, ma il brano mi hacolpito al punto che mi sono messo in contatto con Gagliardi e la sua famiglia. Nel prossimo disco potrei fare un brano in italiano...».


E gli italiani che cantano in spagnolo?


«La vostra pronuncia è più morbida e rende tutto romantico. Anche “Bella stronza” di Masini in spagnolo ha un tocco magico. Il più bravo però è Eros: a me e a molti altri cambia la voce se cambio lingua, lui rimane Eros anche in spagnolo».

INTERVIEW TO FASTFORWARD MAGAZINE  (18/04/2019) 

Alvaro Soler im Interview: „Musik ist und bleibt einfach eine Weltsprache!“

18/04/2019 - Fastforward Magazine 

Es gibt wohl kaum jemanden, der nicht mindestens einen seiner Hits kennt und mitträllern kann. Dabei ist Alvaro Soler viel mehr als nur ein Sommerhit-Garant! Wir trafen den gut gelaunten Deutsch-Spanier im Rahmen der Radio Regenbogen Award Verleihung im Europa-Park zum Interview und er hat uns dabei unter anderem verraten, wie seine Songs entstehen und wie es für ihn war, Zeit mit seinen „Sing mein Song“-Kollegen in Südafrika zu verbringen.

Du hast letztes Jahr im September Dein zweites Album „Mar de Colores“ veröffentlicht. War es für Dich schwer, nach dem Riesenerfolg des Vorgängers neue Songs zu schreiben? Hast Du einen Erfolgsdruck gespürt oder konntest Du Dich ganz unbedarft auf das Songwriting konzentrieren?


 

Eigentlich war es sehr entspannt. Aber es ist ja grundsätzlich immer so, dass man sich selbst einem gewissen Druck aussetzt. Das Album war für mich aber die Chance den Leuten da draußen zu zeigen, dass noch mehr in mir steckt und ihnen neue Lieder präsentieren zu können. Viele kennen oft nur die Songs aus dem Radio, was nicht immer ganz repräsentativ ist hinsichtlich der ganzen Bandbreite, was man als Künstler alles draufhat. Das Album erzählt eine Story und es hat Spaß gemacht, so etwas zu erschaffen. Natürlich ist es heutzutage relativ schwierig mit Musik erfolgreich zu sein, denn viele Leute nutzen nur noch Musik Streaming Dienste wie zum Beispiel Spotify. Der Schwerpunkt liegt auf den Singles, Alben hingegen funktionieren einfach nicht mehr so gut wie noch vor ein paar Jahren. Ich persönlich finde es aber nach wie vor extrem wichtig, auch Alben zu veröffentlichen. Vor allem für die Live Konzerte! Denn wenn die Leute zu meinen Konzerten kommen, möchte ich mit meinen Songs eine Story erzählen.

Und es kommen ja meist auch viele Fans, die mehr kennen als nur die Singles…


Genau, und das ist total schön! Aber so wie es diese Leute gibt, gibt es natürlich auch welche, die nur die Erfolgssingles wie „Sofia“ oder „El Mismo Sol“ kennen. Auch das ist aber völlig legitim. Wenn man es dann auf den Konzerten schafft, genau diese Leute „einzufangen“ ist das ein tolles Gefühl!

Wie entstehen Deine Songs? Würdest Du uns verraten, wie Dein Songwriting Prozess abläuft?

Beginnst Du eher mit einer Textzeile oder der Melodie, gibt es für Dich ein Schema F, an das Du dich hältst?


Das ist tatsächlich immer total unterschiedlich. Normalerweise sind wir im Studio zu dritt. Wenn einer eine Idee einbringt, arbeiten wir danach in der Gruppe daran weiter. Wir befinden uns dabei alle auf Augenhöhe. Wir suchen am Ende auch gemeinsam die besten Songs aus. Den Text schreibe logischerweise nur ich, da ich der Einzige bin der Spanisch spricht (lacht).

Das heißt es gibt zu Beginn des Songwritings keinen Text? 


Manchmal nicht. Oder eher gesagt, sehr häufig nicht (lacht). Natürlich bestätigen Ausnahmen die Regel. Es ist eine reine Gefühlssache, man schaut einfach, wann es sich gut anfühlt. Der Song muss quasi organisch zusammenwachsen.

Du singst auf Spanisch. War es für Dich von Anfang an klar, auf Spanisch zu singen? Hast Du das Gefühl, Dich im Spanischen besser ausdrücken zu können als beispielsweise im Deutschen oder Englischen?


Ich habe tatsächlich mit Englisch angefangen, das hat aber nicht gut funktioniert. Wir haben zu der Zeit in Spanien gelebt und mit englischer Musik in Spanien ist es nicht ganz so einfach. Erstens verstehen es die Leute nicht so gut wie Spanisch und zweitens gibt es schon so viele andere englische Musik die importiert wird. Ich habe dann ein bisschen experimentiert und eben auch versucht, auf Spanisch zu schreiben. Mit diesen Songs kam dann auch der Erfolg und ich habe diesen Weg eingeschlagen.

Lass uns mal auf die Anfänge blicken. Wann hast Du angefangen, Dich für Musik zu begeistern?

Uff, die Musikbegeisterung hatte ich schon mit 9 oder 10. Meine Oma hatte ein Klavier zu Hause und das fand ich wahnsinnig cool. Ich wollte immer darauf spielen. Meine Oma hat mir dann einen Song beigebracht, den ich fleißig gelernt habe. Ab diesem Zeitpunkt wollte ich dann auch selbst ein Klavier haben. Mit 10 Jahren habe ich mir ein E-Piano gewünscht und es von meinen Eltern auch tatsächlich bekommen, was super war! Ich habe tatsächlich nie Unterricht genommen, sondern habe immer nur gespielt, wenn ich darauf Lust hatte. Daher bin ich jetzt auch kein virtuoser Piano Spieler (lacht). Da es mir immer sehr viel Spaß gemacht hat, kann ich mich auf dem Klavier aber sehr gut ausdrücken. Obwohl ein Klavier jetzt nicht unbedingt das Erste ist, was man mit Álvaro Soler assoziiert (lacht). Für das Songwriting ist es aber natürlich immer cool, wenn man mehrere Instrumente spielt, denn mit einer Gitarre entstehen in der Regel andere Songs als mit einem Klavier. Eine Ballade am Klavier ist relativ einfach, mit ‘ner Gitarre kann man direkt etwas mehr Tempo reinlegen.

Sind das die beiden Instrumente, die Du spielst – Klavier und Gitarre?


Ja genau. Dazu noch ein bisschen Percussion. Ich klimper‘ einfach gerne überall drauf herum und versuche alles was ich kann, spiele es aber nicht gut (lacht).

Du bist mit Deiner Musik weltweit erfolgreich. Hast Du trotzdem noch musikalische Ziele, von denen Du träumst? 


Wir starten im Mai mit unserer Europa Tour. Nach Deutschland kommen wir dann erst im September… weil es dann noch geiler wird (lacht). Im Juni geht es sogar nach Lateinamerika. Das ist mega cool! Die Musik läuft dort schon sehr erfolgreich, das Live-Geschäft muss aber erst noch separat aufgebaut werden, daher werden wir dort auch nur mit reduzierter Band touren. Für mich wäre eine noch größere Welt Tour das große Ziel, das wäre ein Traum! Auch endlich mal nach Asien zu gehen wäre sehr schön, gerade weil ich eine Zeit lang in Tokio gelebt habe, als ich jünger war. Das wäre so ein persönliches Ziel von mir.

Sprichst Du denn auch ein bisschen Japanisch?


Nur ganz wenig. Ich hab’s nicht mehr geübt, seitdem ich weggegangen bin und man vergisst es dann leider sehr schnell. Es ist auch eine Sprache, die man mit keiner europäischen Sprache vergleichen kann.

Du bist bei der neuen Staffel der Erfolgsshow „Sing mein Song“ mit dabei, die ab Mai im deutschen Fernsehen ausgestrahlt wird. Kannst Du uns verraten, wie diese Erfahrung für Dich war?


Es war echt cool, denn man hatte einfach die Freiheit, das zu tun, wonach man sich in dem Moment gefühlt hat und musste nicht so viel Strategiedenken an den Tag legen. Normalerweise bin ich ein echter Stratege und denke eher „Ne, dieser Song passt gerade nicht so gut“ oder „Wenn ich auf Englisch singe, macht das doch keinen Sinn, deswegen singe ich jetzt auf Spanisch“. Solche Strategien machen einen nicht zwangsläufig glücklich, aber man folgt eben einer Karriere und man muss dabei konsequent bleiben, zumindest zu Beginn. Für mich war die Zeit in Südafrika eine Art „High-Quality Karaoke“, bei der man mit mega Sängern zusammen gesungen hat, die auch meine Songs gesungen haben. Es war toll! Dass man die Songs neu und in seiner eigenen Art arrangiert, ist künstlerisch gesehen sehr schön und vor allem sehr bewegend. Die Geschichten, die dazu erzählt wurden, waren manchmal sehr emotional. Uff, das war teilweise echt krass! Eine wirklich sehr schöne Show!

Heute abend wirst Du im Europa-Park mit einen Radio Regenbogen Award für den Sommerhit 2018 („La Cintura“) ausgezeichnet. Wie wichtig sind Dir solche Auszeichnungen?


Ich freue mich total über diesen Preis. Gerade auch, weil er von einem deutschen Radiosender verliehen wird! Es ist für mich nicht selbstverständlich, hier mit einer Sprache erfolgreich zu sein, die in Deutschland gar nicht gesprochen wird. Dass die Leute die Musik trotzdem abfeiern ist super! Das heißt für mich, dass die Energie des Songs rüber kommt. Und das ist ja eigentlich genau das, was alle Künstler wollen, dass die Magie und Energie der Songs unabhängig von der Sprache transportiert werden. Und das bedeutet für uns, wir können genauso weitermachen! Das ist für alle toll, insbesondere für das ganze Team hinter mir, die das ganze Jahr sehr hart arbeiten.

Es ist einfach spannend und wichtig zu sehen, dass es nicht nur mit Deutsch und Englisch funktioniert, sondern auch mit anderen Sprachen die immer mehr aufkommen wie beispielsweise Französisch und Spanisch!


Auf jeden Fall. Ich finde es sehr schön, dass Musik eben so global und international ist. Musik ist und bleibt einfach eine Weltsprache!

Auf wessen Meinung legst Du am meisten Wert, wenn es um deine Musik geht? 


Auf die Meinung meiner Familie und von Freunden! Die kennen mich einfach. Es gibt ja viele Leute, die einfach so ihre Meinung raushauen, ohne mich zu kennen. Das kann ich dann einfach nicht ernst nehmen. Schlechtes Feedback ist oft sehr anonym, das kann man nie richtig einordnen. Über Social Media bekommt man als Künstler ja sowieso viele Hass Kommentare und Messages. Seine Energie sollte man aber stets in die positiven Kommentare stecken und sich gar nicht erst auf die negativen einlassen. Das macht keinen Sinn und man verliert zu viel Energie, die man besser in andere Dinge investiert.

INTERVIEW TO IL GIORNO ITALIA  (23/04/2019)

Alvaro Soler sul palco del Forum di Assago: "Il mio omaggio all’Italia"

 

Il 9 maggio il cantante si esibirà  anche in italiano

di ANDREA SPINELLI

23/04/2019 - Il Giorno Italia 

 

Milano, 23 aprile 2019 - Per Alvaro Soler il “Mar de colores” vagheggiato nell’album con cui il 9 maggio plana tra le torride gradinate del Forum di Assago è quello che s’ingoia tramonti e si beve gli arcobaleni dipinti dalle sue canzoni malate d’estate e di passioni (balneari). Un tipo da spiaggia, il ventottenne catalano cresciuto a Tokyo e residente a Berlino, che conosce l’arte d’infiammare gli animi, come confermano i 30 dischi d’oro, di platino e di diamante incassati in tutto il mondo, i 390 milioni di stream e il miliardo abbondante di visualizzazioni su YouTube.

Álvaro è il primo Forum della sua carriera…

«Per fare festa abbiamo una produzione un po’ più grande rispetto ai concerti dei tour precedenti e pure la band è allargata, grazie alla presenza dei fiati. Siamo in nove sul palco e ho una gran voglia di dare alle mie canzoni vesti pure inusuali, magari acustiche, visto che in scena stavolta, oltre alla chitarra, suonerò pure il piano. Sono curioso di vedere come reagirà la gente».

La scenografia?

«Sarà più luminosa che fisica. Molto suggestiva. Utilizzeremo pure delle luci che ho disegnato apposta per questo tour. Il set è più ‘compatto’ di quello portato al Fabrique e più modulabile risptto ai luoghi in cui mi esibisco. Se in Italia, infatti, mi posso permettere il Forum, in paesi dove non ho la stessa popolarità, come in Francia ad esempio, canto in posti un po’ più raccolti».

Ci sono canzoni che in queste nuove vesti cambiano particolarmente rispetto a come le conosciamo?

 

«Sì, quelle molto popolari come ‘El mismo sol’ o ‘Sofia’ le facciamo in maniera completamente diversa. Sarà una bella sorpresa, spero».

In repertorio ci saranno tutte canzoni sue o s’è preparato pure qualche tributo?

«In ogni Paese che tocco con questo giro di concerti provo a fare qualcosa di speciale. In Germania, ad esempio, omaggerò Johannes Oerding con cui ho lavorato in tv nello show ‘Sing mein song’. Forse al Forum canterò in italiano per la prima volta. Qualcosa di Eros Ramazzotti, di Peppino Gagliardi o di Laura Pausini, devo ancora decidere».

Gagliardi?

«Sì, penso che certe canzoni di Peppino Gagliardi rappresentino una componente importante della musica italiana; l’ho ascoltato un anno fa, per caso, nella colonna sonora di un film e mi sono innamorato della sua musica. Ho scoperto che ha inciso pure canzoni spagnole».

Avrà ospiti?

«Cantare con Eros mi piacerebbe tantissimo, oppure con Fedez perché no. O, ancora, con Manuel Agnelli».

 

Il nuovo singolo “Loca” è uscito a gennaio.

«Già, un periodaccio, perché in Italia c’è Sanremo e, finché non finisce, nessuno presta troppa attenzione al resto della musica. Così la canzone ha iniziato a farsi conoscere da voi un po’ in ritardo. Proprio il giorno dopo il concerto del Forum, il 10 di maggio, però esce una nuova edizione del mio ultimo album ‘Mar de colores’ con tre inediti, ‘Loca’, ‘La libertad’ e ‘Taro’».

Quindi “La libertad” è la sorpresa del concerto. Di cosa parla?

«Della necessità di tirarsi fuori dalla routine, di andare oltre le quattro mura della nostra stanza e sentirci liberi. Prima di partire in tour girerò pure il relativo video in Costa Brava».

Cosa l’attende dopo questo tour primaverile e la sua ripresa estiva?

«Un anno di lavoro sulle canzoni di quello che diventerà il mio terzo album. Ho già da parte alcune cose molto buone».

INTERVIEW BY RADIO REGENBOGEN (RUST, 12/04/2019) 

Alvaro was interviewed by Radio Regenbogen before his concert at the Radio Regenbogen Awards at the Europa Park in Rust (Germany) on Friday 12th of April. Watch below Alvaro's interview to Radio Regenbogen

Alvaro fue entrevistado por Radio Regenbogen en la entrega de los Premios Radio Regenbogen celebrada el viernes 12 de abril en el Europa Park de Rust (Alemania). Mira abajo su entrevista con Radio Regenbogen. 

Credits: video from the Youtube channel of RegenbogenDE 

INTERVIEW BY POINTER.DE  (HAMBURG, 08/03/2019) 

Alvaro was interviewed by the German entertainment website Pointer.de in Hamburg on Friday March 8. In his interview to Pointer, Alvaro reveals that his favorite seasons are the spring and autumn, he would take a guitar, a dog and suncream along with him to a deserted isle, he loves eating and doesn't like green peas, and he considers John Mayer very cool, because he learnt to play the guitar with his songs. Alvaro also says that his day is perfect when he can go to bed and remember that he did something productive and good that day, or made a fan happy with an autograph. Watch the interview below. 

Álvaro fue entrevistado por el sitio web de entretenimiento alemán Pointer.de en Hamburgo el viernes 8 de marzo. En su entrevista con Pointer, Álvaro nos cuenta que sus estaciones preferidas son el otoño y la primavera, que se llevaría a una isla desierta una guitarra, un perro y crema solar, le encanta comer y no le gustan los guisantes, y su artista preferido es John Mayer, porque aprendió a tocar la guitarra con sus canciones. Alvaro afirma también que su día es perfecto cuando se puede acostar sabiendo que hizo algo productivo o bueno, o hizo feliz a un fan con un autógrafo.

Credits: video from the Youtube channel of Pointer.de 

INTERVIEW BY AMERICAN MAGAZINE SPORTY Y MAS TV (06/03/2019) 

In this exclusive interview published by the American (New York) magazine Sporty y Más TV (6th of March 2019), Alvaro promotes his new single Loca, and also talks about his upcoming European Mar de Colores Tour in May, and reveals that he's going to release two new singles in March and also in May! 

En esta entrevista exclusiva publicada por la revista neoyorquina Sporty y Más TV (6 de marzo de 2019), Álvaro promociona su nuevo single Loca y también cuenta de sus planes de empezar su gira europea Mar de Colores en mayo y también nos revela que sacará dos nuevos singles en marzo y en mayo.

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Credits: Photo by Sporty y Más TV @sportyymastv and reposted by Team Soler @team.soler 

INTERVIEW TO ALVARO BY LATIN POP BRASIL (02/2019)

In February, Alvaro gave a telephone interview to the Brazilian website Latin Pop Brasil, in which he explained how he wrote his single Loca and why he decided to shoot the Loca music video in Tokyo, and talked about experimenting with new sounds, and particularly, urban sounds. Alvaro also reveals that in May he's releasing a re-edition of Mar de Colores including three new songs: Loca, a second song released simultaneously with the re-edition of Mar de Colores and a third song dedicated to his dog that he wrote back in 2015, when he had just moved to Berlin, and his dog died. In addition, Alvaro tells us that he's thinking about doing a tour in several countries of Latin America in mid June! Click on the video below to listen to Alvaro's interview. 

En febrero, Álvaro concedió una entrevista por teléfono al sitio web brasileño Latin Pop Brasil, en la cual explica cómo escribió su single Loca y por qué decidió grabar el vídeo musical para Loca en Tokio, y platica de experimentar con sonidos distintos, en particular el género urbano. Además revela que en mayo lanzará una reedición de Mar de Colores que cuenta con tres nuevas canciones: Loca, segunda canción estrenada al mismo tiempo de la reedición y tercera canción dedicada a su perro fallecido que compuso en 2015, cuando se había mudado a Berlín y se enteró de enfermedad y la muerte del perro. Asimismo, ¡Álvaro desvela sus planes de hacer una gira en varios países de América Latina a mediados de junio! Haz clic en el vídeo abajo para escuchar la entrevista.

Credits:  Video from the Youtube channel of LatinPop Brasil

INTERVIEW WITH ALVARO BY GERMAN NEWS WEBSITE HESSENSCHAU.DE  (FRANKFURT, 01/02/2019) 

Auf diese Songs mit dem hr-Sinfonieorchester freut sich Alvaro Soler besonders

01/02/2019 -- HESSENSCHAU.DE 

 

Klassik trifft Latin-Pop: Für das Music Discovery Project hat sich das hr-Sinfonieorchester Shootingstar Alvaro Soler eingeladen. Im Interview erzählt Soler, was ihn an der Zusammenarbeit besonders gereizt hat. Der hr streamt das Konzert am Samstag ab 20 Uhr live.

Alvaro Soler hat der Welt mit "La Cintura" 2018 nicht nur einen Sommerhit geschenkt - schon sein erstes Album mit den Tophits "Sofia" und "El Mismo Sol" hat weltweit über 30 Gold-, Platin- und Diamant-Auszeichnungen bekommen, seine Songs wurden allein bei Spotify knapp 390 Millionen Mal gestreamt, seinen YouTube-Kanal haben mehr als 2,3 Millionen Fans abonniert.

Nun probiert der 28-Jährige mit spanischer Mutter und deutschem Vater etwas Neues: Mit dem hr-Sinfonieorchester bringen er und seine Band an zwei Abenden in Frankfurt einen Mix aus Latin-Pop und klassischer Musik auf die Bühne. Warum das Music Discovery Project sehr gut in seine Karriere passt und warum Klassik ihn an Bambi erinnert, erzählt er im Interview.

hessenschau.de: Wie kam es zur Zusammenarbeit mit dem hr?

Alvaro Soler: Der hr hat mein Management angefragt. Und ich habe zum Glück auch ein deutsches Management, das mir sagen kann, dass das etwas Cooles ist. Ich selbst habe ja nie in Deutschland gelebt und kannte das Music Discovery Project deswegen nicht. Aber die meinten alle, das sei mega, und ich habe mich dann total über die Anfrage gefreut.

hessenschau.de: Wie wird das mit dem großen Orchester, Ihnen und Ihrer Band laufen?

Soler: Vor zwei Wochen kamen die Arrangements, die Gunther Papperitz für das Orchester geschrieben hat mit dem Mix mit unseren Songs, und das fand ich Hammer. Ich hatte ein bisschen Angst, ehrlich gesagt. Ich habe schon öfter mit Orchester gespielt, in San Remo auch mit einem großen Orchester und dieses Weihnachten im Vatikan. Aber jetzt bin ich doch nervös. Da waren nicht so viele Leute wie in Frankfurt in der Jahrhunderthalle.

hessenschau.de: Welchen Bezug haben Sie zur klassischen Musik?

 

Soler: Mein Opa hat immer klassische Musik gehört in seinem Auto, das mochte ich. Und in den Kinderfilmen früher, also in den Zeichentrickfilmen, lief ja auch immer klassische Musik. Lustigerweise fangen wir ja auch mit dem Song von Bambi an (Anm. d. Red.: Edvard Grieg, Morgenstimmung, Peer Gynt Suite). Das finde ich ganz cool. Ich höre gezielt klassische Musik zum Entspannen, wenn ich mal aus allem raus muss.

 

hessenschau.de: Haben Sie eine Vorstellung davon, wie Sie sich mit dem Sinfonieorchester verbinden werden?

 

Soler: Die größte Herausforderung ist, wenn die Tonart der Sinfonie auf die Tonart der Songs angepasst werden muss. Aber das hat zum Glück der Arrangeur gemacht und er hat das sehr, sehr gut hinbekommen. Ich hätte das nicht gekonnt, ich habe ja keine klassische Musikausbildung. Ich habe mir die Arrangements schon alle angehört und ich bin echt beeindruckt, wie schön das alles klingt.

hessenschau.de: Welcher Ihrer Songs war eine besondere Herausforderung?

 

Soler: Ich haben mich schon gefragt, wie will er das machen, etwa bei meinem Hit "Sofia". Das ist ein Song, der nicht so einfach zu covern ist, damit er anders klingt. Man muss ihn dafür ein bisschen verwerfen und dann sehen, wie man ihn neu hinkriegt, so dass der Spirit aber noch erhalten bleibt. Gunther hat es geschafft, dass die Energie des Songs noch da ist und diese spezielle Atmosphäre auch kreiert wird. Es ist noch mein Song, aber eben irgendwie auch ganz anders.

hessenschau.de: Auf welches Ihrer Lieder freuen Sie sich beim Music Discovery Project besonders?

 

Soler: Es gibt einen Song, der heißt "Nino Perdido", den habe ich auf dem Klavier geschrieben, eigentlich meine einzige Klavierballade. Das hat schon in meiner eigenen Version am Ende so einen Orchester-Einsatz, der wirklich großen Alarm macht. Darauf bin ich mit dem großen Orchester live sehr gespannt. Das ist übrigens das erste Mal überhaupt, dass ich diesen Song performe.

hessenschau.de: Wie passt die Zusammenarbeit mit dem Music Discovery Project in Ihre Karriere?

 

Soler: Ich glaube, das passt sehr gut. Ich bin eine Person, die immer Abwechslung braucht. Vielleicht nimmt man einen Song, bei dem alle denken: Ach ja, klar, das ist ja dieser Sommerhit. Und dann überrascht man die Leute mit etwas Neuem. Menschen zu überraschen ist eine meiner Lieblingsbeschäftigungen. Deswegen finde ich es eine mega gute Gelegenheit, das Music Discovery Project zu machen. So etwas können auch nicht viele Musiker vorweisen.

hessenschau.de: Was haben Sie als nächstes vor? Das Jahr 2019 ist noch jung ...

Soler: Ich gehe direkt nach Berlin und nehme ein paar Songs auf, die dieses Jahr noch rauskommen. Ab Ende Februar nehme ich "Sing meinen Song" mit den anderen Künstlern in Südafrika auf, dafür muss ich auch noch proben. Und ich bin dabei, meine "Mar de Colores"-Tour vorzubereiten: Ab Mai bin ich unterwegs in Europa, im September führt sie mich nach Deutschland, auch wieder nach Frankfurt in die Jahrhunderthalle.

Das Interview führte Katrin Kimpel.

INTERVIEW TO SPANISH MAGAZINE XL SEMANAL (10/2018) 

Álvaro Soler: «No tengo un rollazo, podría ser tu vecino»

 

17/10/2018 -- XL Semanal 

 

Nací en Barcelona hace 27 años. Soy ingeniero de Diseño Industrial, pero me dedico a la música. Acabo de publicar mi segundo disco, ‘Mar de colores’, con el que giraré por Europa, América y Asia el próximo año.  Por Virginia Drake / Vídeo y foto: Javier Ocaña 

XLSemanal. Terminó la universidad y, antes de aceptar prácticas por 600 euros, decidió probar con la canción… y triunfó.

Álvaro Soler. Sí, tuve que irme a Berlín para grabar un disco en español [sonríe] -allí debía de ser el único que cantaba en español-, pero aquí era muy complicado sacarlo adelante.

XL. Un día, Jennifer Lopez escucha El mismo sol y le pide grabarla juntos en spanglish.

A.S. ¡Imagíname!: recién llegado a Berlín, sin conocer a nadie, con El mismo sol número uno en Italia y Suiza, y recibo esa llamada de Jennifer… Fue una pasada grabar con ella en Brooklyn.

XL. Pero ella fue con novio.

A.S. Bueno, pero ya no lo tiene, jeje. En ese momento se disparó mi carrera.

XL. Y luego grabó Sofía, lo subió a la Red y volvió a ser número uno en varios países.

A.S. Lo normal es que los cantantes españoles hagan primero Latinoamérica antes que Europa. Yo soy el raro, empecé en Alemania y en español.

XL. ¿Cuáles son sus cifras en YouTube?

A.S. Mil millones de visitas en total en YouTube y una media de cien millones de visitas por canción en Spotify.

XL. Y, en España, ¿a verlas venir?

A.S. No [ríe]. Este verano, La cintura ha sonado en todas partes y fue muy bonito ver que aquí también te siguen. En mayo cantaré en el Palacio de los Deportes de Madrid y en el Sant Jordi, de Barcelona.

XL. Habla inglés, italiano, catalán, alemán y chapurrea francés y japonés.

 

A.S. Mi padre es alemán, aunque nació en Indonesia; vivió en Tokio y, a los 14, se mudó a Barcelona. Allí conoció a mi madre y nací. Pero me crié en Alemania, pasé 7 años en Japón, en Italia…

XL. Oiga, ustedes solos se hacen el programa Españoles por el mundo.

A.S. [Ríe]. Pues me grabaron uno en Berlín. Pero mi vida viajera es incluso aún más complicada [ríe].

 

XL. No se ‘trabaja’ el gimnasio, no lleva vaqueros rotos, no tiene tatuajes ni pinta de ‘colocarse’; usa camisas blancas. ¡Rarito!

A.S. Lo mismo pensé al inicio: no tengo un rollazo de flipar, podría ser tu vecino. Y no sé bailar: me muevo como me sale. Lo bonito es que no importe mi estética.

XL. A un ciudadano global de Barcelona, ¿a qué le suena el independentismo?

A.S. A poca cosa.

XL. Por cierto, mucho idioma, mucha Ingeniería… pero ¿ha estudiado música?

 

A.S. No [ríe]. ¡Otra rareza!

Desayuno: como cabra al monte

«Una rebanada de pan payés grande, artesanal y tostada, con tomate rallado y aceite y, encima, unas lonchas de fuet. Un zumo de naranja y un capuchino».

PROMO FOR MAR DE COLORES IN MEXICO (MEXICO CITY, 29/10/2018 - 30/10/2018)

Last Monday 29th of October and Tuesday 30th of October Alvaro promoted his album Mar de Colores in Mexico City, and on his busy promo schedule, he had lots of interviews with the Mexican radio, television and newspapers. On Monday, Alvaro visited the studio of the Mexican radio station EXA FM, and appeared on the morning show Sale El Sol TV, and on the Mexican TV show La Casa Telehit by Telehit, and was interviewed by the newspaper Perimetro México. On Tuesday, Alvaro did several promo interviews with TV channel Canal RMS, Radio Fórmula Mexico (Javier Poza en Fórmula) and Excelsior TV. Below I've posted the videos of part of Alvaro's interviews in Mexico. 

El pasado lunes 29 de octubre y martes 30 de octubre, Alvaro hizo promoción para su disco Mar de Colores en la Ciudad de México, y durante dos intensas jornadas promocionales, Alvaro presentó Mar de Colores, y también su último sencillo exitoso La Cintura con la radio, televisión y prensa escrita mexicana. El lunes, Alvaro pasó por los estudios de la emisora mexicana EXA FM, y también estuvo en el programa matinal Sale El Sol TV, en el show de entretenimiento mexicano La Casa Telehit del canal Telehit y fue entrevistado por el periódico Perimetro México. El martes, Alvaro hizo varias entrevistas promocionales con la cadena de televisión Canal RMS, Radio Fórmula México (Javier Poza en Fórmula) y Excelsior TV. Abajo pongo los vídeos de parte de las entrevistas que hizo en México 

Interview on La Casa Telehit, TV Telehit, Mexico City, 29/10/2018 

Credits: thanks to Telehit for this video on your Youtube channel 

Interview on Javier Poza en Fórmula, Radio Fórmula México, Mexico City, 30/10/2018 

Credits: Thanks to Javier Poza en Formula for this video from your Youtube channel 

Interview to TV program Las Estrellas, Televisa, Mexico City, 29/10/2018 

Credits: Thanks to Las Estrellas for this video on your Youtube channel 

PROMO FOR MAR DE COLORES ON TV PROGRAM 'UN NUEVO DíA'  (LOS ANGELES, 26/10/2019)   

Alvaro promotes his hit La Cintura and his album Mar de Colores on the American Spanish-language morning program Un Nuevo Día on TV channel Telemundo in Los Angeles, Friday 26th of October  

Álvaro promociona su éxito La Cintura y su disco Mar de Colores en el programa americano de habla hispana Un Nuevo Día del canal de televisión Telemundo en Los Ángeles, viernes 26 de octubre 

Thanks to Un Nuevo Dia for this video from your Youtube channel 

INTERVIEW WITH SPANISH WEBSITE JENESAISPOP (20/10/2018) 

Álvaro Soler: “La gente sabe quién soy pero no me pone cara”

20/10/2018 --- jenesaispop 

 

“Me encanta hablar”, se interrumpe en un momento de la conversación Álvaro Soler para justificar cuánto habla. Pero la verdad es que no puede ser más interesante oír lo que tenga que decir, como protagonista de un fenómeno excepcional en el pop español. El cantante barcelonés asentado en Berlín desde hace 4 años conquistaba la Europa continental hace un par de temporadas con temas como ‘El mismo sol’ o ‘Sofía’, pero en contra de lo que muchos pronosticaron, ese no fue su techo. ‘La cintura’ ya es su canción más famosa, tras colarse en el top 50 de Spotify a nivel global. Suma más de 150 millones de reproducciones, una verdadera salvajada para un artista español que además no ha conquistado Reino Unido ni Estados Unidos como sí lograba Julio Iglesias.

Con motivo de su nuevo disco ‘Mar de Colores’, no desperdicio mi oportunidad de hablar con él en un hotel de 5 estrellas de Madrid, sobre cómo se ha producido su éxito en Francia, Suiza, Italia o Polonia, en parte causado por el empujón que desde Universal Alemania se le dio allí y en los países colindantes; su deseo de llegar a más gente en contraposición a la tranquilidad de seguir en el anonimato; la escena electrónica de Berlín o Eurovisión. Foto: Ben Wolf.

Hay lo que llamamos “sorpasso”: ‘La Cintura’ ya es tu canción más reproducida de todas las que has grabado, superando la millonada de ‘Sofía’. ¿Has ido siguiendo esto porque te hacía ilusión?


Yo también he estado viéndolo. Al decirte esto, ya parece que lo estoy mirando todo el rato, pero me gusta comparar el porqué de las cifras, ver que Spotify ha crecido más que Youtube. En ‘La Cintura’ las reproducciones de Spotify y Youtube están igualadas, pero ‘Sofía’ tiene muchas más en Youtube, más de 400 millones. Mucha gente que escucha Spotify es premium, pero otra no y Youtube es gratis. La gente hace playlists en Youtube con los vídeos, e incluso he visto que se pincha así en bares. 

Ahora con ‘La Cintura’, Spotify ha crecido mucho más, hay mucho más usuarios. Y así hemos llegado al top 50 mundial, que nunca lo habíamos conseguido. Hay algo que se está moviendo y por eso llegas a ese tipo de cifras sin ser música urbana, porque todo el mundo en el top 50 es Drake o J Balvin o alguno de estos (risas). Soy el españolito ahí…

No te voy a preguntar solo por cifras y estadísticas…


¡No, no!

Pero es que tu caso es muy interesante. Puedo entender lo de Italia, porque se exportó a Jarabe de Palo, a Rosana; pero hay otros lugares de habla no hispana que no se entiende cómo has llegado.


Polonia no se entiende.

¿Cómo lo has vivido? ¿Te ha ido informando tu sello? ¿Has estado pendiente y es algo que habéis podido programar a través de playlists de Spotify?


Depende. Cada país tiene sus éxitos, sus playlists, sus novedades de los viernes, y cuantas más playlists abarques, a más gente llegas. Te podría hablar 3 horas de este tema, es muy interesante. Lo que más me interesa es buscar por países, por culturas, comparar con otras canciones y ver en qué rango suena. Porque es casi imposible sonar en castellano en otros países sin ser “el señor del verano”. ‘La Cintura’ ha ido muy bien en Alemania porque en mayo hacía muy buen tiempo allí. El castellano no suele ser el idioma de consumo habitual, y es música que recuerda al verano, a unas vacaciones… Y esto tiene que cambiar porque lo que hacemos es música. Soy el único que hace promo en Europa constantemente. J Balvin viene una vez al año, pero yo estoy casi cada mes en estos países. Y esto es lo que hace que funcione. Hemos estado 10 veces en Polonia, me lo ha dicho mi product mánager de allí. Y yo: “¿esto no es lo normal?”. Estamos todo el día currando, pienso que podría tener más vida personal, pero tenemos éxito porque vamos muchas veces. 

 

Pero tampoco explica por qué entramos en tantos países. Cada país es distinto. Polonia lo hicimos a través de Universal de allí. Empezó a sonar una canción que no habíamos programado que se llama ‘Agosto’ y fue número 1 en Polonia y en ningún sitio más. Y a partir de ahí vino ‘El mismo sol’, ‘Sofía’… y ‘La cintura’ ha sido como el quinto número 1 en Polonia. No lo sabes entender muy bien. Ha sido mucha insistencia de nuestro equipo y de Universal Alemania. Cada país tiene un departamento de “export”, y España no tiene un departamento de “export” hacia Europa, nunca lo han trabajado porque no tiene sentido porque todo el mundo mira hacia Sudamérica. Al entrar desde Alemania tienes otra base y otro punto de partida.

En Reino Unido ya es más difícil entrar, ¿verdad?


Estamos en UK, entramos con ‘Te quiero lento’ en su New Music Friday.

¿Y eso? ¿Se lo curró tu sello?


Se lo curró Spotify. Vamos a hacer una campaña muy grande con Spotify desde Alemania, tratando de transmitir mi personalidad a la gente. Lo que es Álvaro Soler. Haremos posters en digital, impresos, en autobuses… Spotify se la ha jugado bastante con nosotros.

Cuando dices que quieres transmitir tu personalidad a la gente, ¿qué quieres decir? ¿Que tienes como una ausencia de imagen?


Perdona, no te lo he explicado bien. La gente sabe quién soy pero no me pone cara. Para mí es perfecto, porque voy tranquilo por la calle. Saben qué canción es ‘Sofía’, ‘El Mismo Sol’, pero no me ponen cara. La idea es que la gente conecte más, y así vendrá más a los directos. Es importante poner cara. Es un punto clave. Estamos haciéndolo en España. Comparar el éxito que tenemos en España y la presencia (que tengo) en los medios… es muy distinto.

Por lo que has dicho de reconocerte por la calle, parece que la fama no te gusta mucho. ¿No te va a suponer un palo ver tu cara por todas partes?


No es un palo. Me gusta la campaña porque refleja muy bien quién soy. Son cosas divertidas, hechas con mucho humor. Me mudé a Berlín hace 4 años, y este mes me mudo a otro sitio, pero antes vivía en una habitación de 10 metros cuadrados y tengo una compañera de piso. La gente me pregunta: “¿cómo puedes ser número 1 y compartir piso?”. Les hace gracia. Y yo: “pero si nunca estoy en casa, no necesito nada más”. Y hemos usado todo esto para esta campaña.

Conozco Berlín bastante bien, porque viví allí, ¿en qué zona vives?


¿Dónde viviste tú?

En Friedrichshain.


Justo me mudo a Friedrichshain. Estoy en Neuköln.

¿Qué opinas de Neuköln? ¿Te parece el barrio de moda, te gusta porque lo has visto decadente, sigue molando…?


Es como el Raval en Barcelona. Si eres de Berlín nunca irías a vivir ahí. La gente de allí suele vivir en el oeste, donde los aliados. Esto es un poco complicado porque Neuköln es parte del oeste geográficamente, y de hecho cruzo cada día el muro para ir al estudio. Pero bueno. Es un barrio muy interesante, están subiendo los precios, es una zona muy hipster, sales a la calle, y ya ves dos bares, el canal, puedes beber en la calle, que para mí fue muy extraño, iba con la bebida y decía: “mejor la escondo un poco” (risas) Ves a la gente bebiendo en el metro. La gente hace el botellón yendo a la fiesta. 

 

También depende de en qué punto de tu vida estés, para mí Neuköln se está volviendo demasiado alborotado, y yo quiero calma porque estoy siempre de viaje y quiero estar tranquilo. Por eso me voy entre Friedrichshain y Prenzlauerberg, una zona con un cementerio al lado, donde no va a haber mucha fiesta (risas).

No he escuchado música latina en Berlín, ¿tú?


En la radio, sí. Pero muy poco. O suena J Balvin o sueno yo y ya está.

¿Tú te has oído en Berlín?


Sí. Lo que más me ha chocado es que al lado del supermercado donde hago la compra en Neuköln hay un póster con mi cara, anunciando la gira por Alemania. Es muy raro verte en el típico barrio chungo de antes, en el póster anunciando las giras.

¿Te interesa el underground, la electrónica de Berlín, Berghain, todo esto?
 

Bueno, he estado en Berghain, en el Panorama Bar, que es la parte de arriba. Soy el que menos ha salido por Berlín de fiesta, pero tengo amigos que han ido a Kit Kat, a un montón de fiestas. Lo que me gusta de Berlín es que tiene cosas para todos los gustos, pero si te gusta lo underground y lo alternativo, te va a encantar. Hay un sitio que se llama Birgit und Bier, justo al lado de Bädeschiff. Al lado, hay un sitio en el que entras y es todo al aire libre, hay stands alternativos con pizzas, un italiano, un tío tatuado como todo el mundo en Berlín… y todo lo hacen allí, también cerveza sin pasteurizar. Es un sitio muy guay, y tienes 3 salas con techno, deep house, slowtempo, y puedes ir escogiendo. Eso es Berlín. Da igual el día que sea, siempre tienes una fiesta, y está todo a reventar.

Qué curioso tu caso: muchos españoles van a Berlín por el underground, pero tú representas más bien el movimiento de la música latina que se pincha en Francia, Suiza… países donde se está pinchando en castellano y no en inglés a Shakira. Y lo lógico es que hubiera un cantante español que triunfara…
 

Me encanta representar eso en Europa. Mola porque la gente está cada vez más abierta al castellano. Eso da cada vez más oportunidades.

Hablando de “representar”. ¿Representar a España en Eurovisión para ti sería degradarte?
 

No lo veo como degradarme, lo veo como diferentes vías. Sí que pienso que antes Eurovisión era mejor a nivel musical, aunque tengo muchos amigos que han escrito canciones para Eurovisión, y de hecho yo escribí una canción para Azerbaiyán el año pasado, pero al final nos dijeron que no, pero bueno. En Azerbaiyán son así.

 

¿La canción salió o se quedó colgada?


Se quedó colgada. Creo que en Eurovisión sale ganando más el autor que el artista. Hay muchas excepciones, pero para los artistas que ganan es complicado mantenerse. Si recuerdas a Sergio Dalma, Julio Iglesias, Céline Dion… hay nombres mundialmente conocidos. Hoy en día falta eso. Me da mucha pena porque es un programa enorme y podría darse el caso. Pero esto no es la razón por la que no voy. Para mí es como si fuera a un talent, y estoy teniendo otro tipo de trayectoria. Lo hemos trabajado de otra forma para ir subiendo, y Eurovisión estaría bien, pero como autor. Como autor me encantaría.

De todas formas, para ti no sería rollo “talent”, sería llegar a un acuerdo con RTVE. Que alguien de tu equipo les dijera: “Álvaro Soler quiere ir a Eurovisión”, pero ese caso no se va a dar porque no os interesa, ¿no?
 

No, creo que no.

No conozco a la gente que aparece en los créditos de tu disco, salvo RedOne, ¿cómo ha sido trabajar con tanta gente?


Cuando me mudé a Berlín, se me abrió la puerta del mundo creativo de la música. Conocí a dos productores: uno (Simon Triebel) tenía un grupo en Alemania, Juli, y el otro (Ali Zuchowski) era hijo de un compositor muy conocido allí de canciones para niños. Empezamos a trabajar sobre un par de canciones y eso se convirtió en un álbum. Algo que era diversión, se convirtió en algo muy raro: lanzar música española desde Alemania. Hacemos todo los 3 juntos, somos el equipo creativo. Nos llamamos “dynamic trio” para poder hacer todo: promo, producción… Hubo una época en que yo producía también a la vez que hacía promo y no puedes hacer eso porque te mueres. Luego queríamos escribir con otra gente, aunque eso a veces ha sido una excusa para escribir los 3 juntos otra vez, pero por ejemplo con RedOne y Jakke de su equipo, con ellos sí hemos escrito varias canciones, es una dinámica que entendemos muy bien.

¿Habéis trabajado en persona o por mail?
 

En persona en Los Ángeles y Jakke vino un par de veces a Berlín. Lo que queríamos era abrir las puertas y escribir con gente de Norteamérica para ver cómo hacen las cosas allí. Enseguida vimos que cada uno tiene una visión. Está guay abrirte a nivel de autor. Es muy interesante. Hay mucha gente que dice que hay que escribir solo, pero cerrarte a escribir solo, yo creo que es un error. No es que no sepas escribir sino que quieres tomar influencias de diferentes sitios.

¿Qué te gustaba de RedOne? Porque en el synth-pop de Lady Gaga tampoco te veo.
 

Es un sonido de producción que tiene. Si oyes ‘Sofía’ y ‘La cintura’, flipas con el compresor de voz que usan ellos a nivel técnico. Me encanta. Tienen mezclas muy ordenadas: oyes todos los instrumentos y a la vez tienes la sensación de que todo te está… avalanchando.

En el disco hay tropical house, está ‘Veneno’ que es una canción latina tradicional… Hay varias cosas, ¿pero has evitado por ejemplo seguir la moda urbana? 


Evitar, creo que no he evitado nada. He cogido todo lo posible y lo he mezclado. El primer álbum definía a Álvaro Soler. Ahora hemos decidido escribir con alguien del reggaetón y llevarlo a nuestro mundo. Y no es un reggaetón al final porque no es el estilo que estoy haciendo, pero sí que hay cosas de reggaetón que molan. O canciones más tradicionales. Evitar cosas habría sido un error porque eso nos habría limitado como autores.

Lo digo porque has mencionado varias veces a J Balvin, pero realmente no te pareces.


Es lo único que suena (en castellano) en Europa. 

¿Quién te gusta realmente?


Juanes, Gloria Estefan, Dani Martín, el disco de Blas Cantó… un montón de cosas.

¿Algo de urbano tipo Rosalía o C. Tangana?


Rosalía me encanta, está en mi lista. Sobre todo por el follón que está montando, es increíble.

Cuando haces un disco, ¿te interesa el disco como conjunto? ¿Qué baremo usas como reconocimiento crítico, qué medio, qué colegas, quién de la industria? ¿De quién te fías en cuanto a crítica?


Pues de mis padres, de mi familia. Ellos son los que me conocen mejor. La música es muy subjetiva. No te digo que no me importe la opinión de la gente porque sí que me importa. Este álbum es más importante que ‘Eterno agosto’. El fundamento lo creamos ya, y con este estamos haciendo como la casa del edificio, enseñando a la gente qué hay detrás. Para mí el reconocimiento es muy bueno, pero tienes que saber controlarlo. Obviamente, los premios satisfacen a la gente, y es una parte. No te puedo negar que cuando gané la canción del año con Morat (NdE: Los 40 Principales), me hizo mucha ilusión como compositor, más que como artista revelación. El álbum para mí es una de las cosas más importantes. Mi sueño es que la gente vea otras facetas, y venga a ver el directo, que va a ser una experiencia muy guay. 

También hay un baladón, ‘Niño perdido’. ¿Qué canción especial para ti te gustaría que escuchara la gente?


‘Niño perdido’ me encanta, sobre todo por el significado que tiene, el contraste que supone. La imagen que se tiene de mí es de canciones del verano, hits de la radio… Todo positivo, pero la gente también tiene problemas. Me gusta como contraste a todo lo que ha venido antes: crea una especie de ambiente.

FIRST INTERVIEW WITH MUNDO DEPORTIVO  (BARCELONA, 17/10/2018) 

Álvaro Soler:  “Mar de Colores es un reflexión personal”

17/10/2018 --- Mundo Deportivo 

 

Álvaro Soler ha visitado la redacción de MD y ha hablado sobre el exitoso disco que sacó el pasado mes de septiembre, ‘Mar de colores’, el especial significado de la canción ‘Niño Perdido’, su próxima gira europea que dará inicio el próximo mes de mayo y su actuación de esta noche en la gala 4 de Operación Triunfo.

 

Su disco ‘Mar De Colores’, una reflexión personal.

“Es una combinación de una cosa muy personal como es el mar, que viene de Barcelona y de mis veranos en la Costa Brava, siempre delante del mar, para mí un ambiente muy relajante para mí, y ‘colores’ porque cuando viví en Japón y ahora en Berlín, te encuentras con culturas muy diferentes. Además, a mí me gusta hacer estilos musicales muy diferentes y este disco es una reflexión personal de esto”.

La canción ‘Niño Perdido’, la canción que aporta el equilibrio

“Es un estilo muy diferente a, por ejemplo, La Cintura. En mi último disco no toqué ninguna canción con el piano y en este álbum quería tener una canción en el piano. Cuándo tocaba el piano, era un poco mi terapia. Tenía tantas cosas en la cabeza que era mi manera de desconectar. Siempre me dicen que soy muy positivo, y soy una persona positiva y feliz, pero no siempre es así. Esta canción es el momento difícil de todo esto. Me están pasando cosas muy bonitas pero es verdad que no veo mucho a mi familia, mantengo una relación a distancia... Es complicado para mí. Hay que encontrar el equilibrio”.

Ya piensa en su gira europea de 2019

“Hay mucho trabajo antes de una gira. Tengo un equipo muy guay. Cada uno tiene su sitio, todos estamos cómodos y es muy fácil trabajar en equipo. En la última gira ya diseñé, junto a un amigo de la universidad el escenario, y estamos muy involucrados en la estética. Hay muchas ideas que terminar de definir, estoy en proceso de pensar. Es un reto pero me gusta crear un mundo en un concierto, no son solo las canciones.

 

Considera que el público es parte de su ‘show’

“El público es parte del ‘show’, sino no tiene sentido. Si tú desde el escenario ves actividad, cuando hay intercambio de energías, es cuando es guay porque nosotros queremos conectar con la gente. Tengo muchas ganas. 

Esta noche actuará en Operación Triunfo

“Sigo mucho esta edición de Operación Triunfo. Me gusta mucho el ambiente que hay, mucha positividad y no he visto ninguna competencia negativa. Todos están allí para crecer y ofrecer su mejor versión. La academia lo hace muy bien. Yo pedí actuar con ellos porque no quería cantar e irme. Estaban emocionados porque es la primera vez que cantan con un artista. Tienen una energía muy contagiosa”.

SECOND INTERVIEW WITH MUNDO DEPORTIVO  (BARCELONA, 17/10/2018) 

On Wednesday 17th of October Alvaro was interviewed by the Spanish sports program Mundo Deportivo in Barcelona, and he answered several questions related with sports, like which sports he practiced as a kid and now, his favorite football player, his favorite football team, his favorite sportsman and in which stadium he would love to perform one day

Álvaro fue entrevistado por el programa deportivo español Mundo Deportivo en Barcelona, y contestó varias preguntas relacionadas con el deporte, por ejemplo qué deporte practicaba de niño y ahora, su equipo de futbol favorito, su futbolista favorito, su deportista favorito, y en qué estadio le gustaría cantar algún día.

Credits: video from the Youtube channel of Mundo Deportivo

INTERVIEW WITH LOS 40 PRINCIPALES (MADRID, 24/09/2018)

On Monday 24th of September Alvaro was interviewed by the Spanish radio station Los 40 Principales Spain in Madrid, and in this interview, Alvaro tells us lots of details about his new album Mar de Colores and its creating process. 

El lunes 24 de septiembre, Álvaro fue entrevistado por la emisora de radio española Los 40 Principales España en Madrid. Durante su entrevista con Los 40 Principales, Álvaro detalla mucho de su nuevo disco Mar de Colores, y su proceso creativo. 

Credits: video from the Youtube channel of LOS40 

CAR INTERVIEW WITH DESGUACES EL CHOQUE (MADRID, 08/10/2018) 

On Monday 8th of October Alvaro was interviewed about his passion for driving and cars, and also about his music career by the Spanish car company Desguaces el Choque in San Martín de La Vega (Madrid)

El lunes 8 de octubre Álvaro fue entrevistado sobre su afición por los coches, y también sobre su carrera musical por la empresa vendedora de coches española Desguaces el Choque en San Martín de La Vega (Madrid)

Credits: Video from the Youtube channel of Desguaces El Choque 

INTERVIEW BY ALVARO TO RTVE AND PLAYZ (MADRID, 03/10/2018) 

On Wednesday October 3rd Alvaro gave this long interview to the Spanish TV channel RTVE in Madrid, promoting his new album Mar De Colores. Alvaro's interview with RTVE was broadcast through their online platform Playz.

El miércoles 3 de octubre, Álvaro concedió esta entrevista larga a la cadena española RTVE en Madrid, promocionando su nuevo disco Mar de Colores. Su entrevista con RTVE fue emitida a través de la plataforma online Playz.

Credits: thanks to playz for this video from your Youtube channel 

INTERVIEW WITH EUROPA PRESS (MADRID, 03/10/2018)

When he was doing promo in Madrid last Wednesday for his album Mar de Colores, Alvaro was interviewed by the Spanish newspaper Europa Press.

Cuando el pasado miércoles estuvo de promoción en Madrid, Álvaro fue entrevistado sobre su disco Mar de Colores por el periódico español europa Press.

Credits: video from the Youtube channel of Europa Press 

INTERVIEW WITH SWISS NEWSPAPER COOPERAZIONE  (25/09/2018)

Un Mix di Emozioni e Sentimenti 

25/09/2018 --- Cooperazione.ch 

Ha raggiunto il grande successo al primo colpo. Era l’estate di tre anni fa e Alvaro Soler ci “tormentava” con El mismo sol. Un brano dal sapore latino, orecchiabile e positivo, con un accattivante mix di chitarre, xilofono e fisarmonica, e un ritornello che non lascia scampo.

Sembrava il classico fenomeno “usa e getta”, invece questo ragazzone catalano dalla vita vagabonda, nato da padre tedesco e da madre spagnola, cresciuto tra Barcellona e Tokyo, poi trasferitosi a Berlino, ha saputo confermarsi ad alti livelli. Dal cilindro magico ha estratto altri successi, da Sofía a Yo Contigo, Tú Conmigo, fino a La cintura, superhit di questi ultimi mesi. Non solo. Alvaro ha anche duettato con big come Jennifer Lopez, la star argentina Tini, il rapper Flo Rida e l’italiano Max Gazzè. È stato uno dei giudici nell’edizione tricolore di X Factor 2016, dove ha portato alla vittoria il suo gruppo (Soul System). Ciliegina sulla torta, l’anno scorso, il trionfo agli Swiss Music Award come Best Breaking Act International. E ora ha da poco pubblicato un nuovo cd, Mar de colores (Universal Music), con cui alza l’asticella e cerca nuovi traguardi.

Dove vuole arrivare, Alvaro?


Sempre più avanti. Gli anni passati in Giappone mi hanno insegnato valori fondamentali come perseveranza e rispetto. E ho imparato che devi lavorare duro per avere successo.

Molti, però, la considerano solo quello dei tormentoni estivi…


E mi dispiace. Spesso la gente viene ai concerti solo per le mie hit, invece vorrei conoscessero tutto il resto. È un peccato, perché io faccio i dischi proprio per il live. Vuol dire che devo lavorarci sopra. Il nuovo album è un altro passo verso questo obiettivo.

Ha sentito pressioni dopo il clamore dell’esordio?


Sì, ma in positivo. Col primo album ho sperimentato e non m’aspettavo tutto quel successo. È stato come mettere le fondamenta di una casa che adesso devo costruire per bene. Così per Mar de colores ho lavorato più in profondità, è stata un’evoluzione naturale.

Che cos’è questo “mare di colori”?


È un mix di emozioni e sentimenti. Del resto io sono fatto così: parlo tante lingue ma nessuna bene, faccio un sacco di cose ma nessuna bene. Non c’è un colore dominante.

E le nuove canzoni?


Sono diverse ma sempre nel mio stile. Il tono rimane allegro, perché nella vita ci sono tanti problemi e io amo portare gioia. Sono felice quando qualcuno mi dice che l’ho aiutato con la mia musica. Però stavolta c’è qualche momento più introspettivo. E testi più maturi.

Per esempio?


In Te Quiero Lento parlo della fretta di fare le cose che ci impedisce di godere il momento, quando invece persino mangiare lentamente ti permette di assaporare meglio il cibo. È una canzone d’amore, ma anche una riflessione sulla vita e sul successo. Niño Perdido, uno dei miei pezzi preferiti, mi riporta a quando da bambino suonavo il pianoforte. Così, spinto dal desiderio dei miei genitori, ho scritto questa ballata al piano un po’ malinconica, che parla dei momenti in cui ti senti stanco e solo. Puebla, inve- ce, racconta la bellezza e l’importanza delle proprie tradizioni, del sentirsi a casa.

Come barcellonese, cosa ne pensa dell’indipendenza della Catalogna?


Non mi sbilancio, ma le divisioni mi sembrano un peccato. Con la musica io voglio unire la gente, non separarla. Ho visto i miei nonni, che vivono a Barcellona, addirittura impauriti all’idea di scendere per strada. Non va bene.

 

Nel maggio del prossimo anno sarà in tour l’8 a Zurigo e il 9 a Milano. Che spettacolo vedremo?
 

Penso a uno show diverso, più grande e dinamico, con un palco nuovo e tanti musicisti, forse una sezione fiati. Non vedo l’ora di cominciare a lavorare al “concept” e, poi, condividere le emozioni live con i miei fan. È la parte più bella di questo mestiere.

INTERVIEW WITH HAPPY FM (MADRID, 24/09/2018)

Alvaro was interviewed by the Spanish radio station Happy FM last Monday 24th of September when promoting his new album Mar de Colores in Madrid

Álvaro fue entrevistado por la emisora de radio española Happy FM el pasado lunes 24 de septiembre cuando estuvo en Madrid promocionando su nuevo disco Mar de Colores

Video from the Youtube channel of HAPPY FM

INTERVIEW WITH GERMAN WELTBILD MAGAZIN  (09/09/2018)

Alvaro Soler: "Erfolg kann man nicht planen!"

09/09/2018  -- Weltbild Magazin

 

Der grandiose August ist vorbei, doch es muss niemand traurig sein. Die Stimmung heißer Sommernächte holen wir uns jetzt musikalisch ins Haus: Mit seinem neuen Album „Mar de Colores“ sorgt Hit-Garant Alvaro Soler auch an kühlen Abenden für Summerfeeling und jede Menge gute Laune.

Einen endlosen August - „Eterno Agosto“ - versprach Alvaro Soler schon vor drei Jahren auf seinem Debütalbum und stürmte prompt weltweit die Charts, weil alle Sonnenhungrigen nicht genug bekommen konnten von dem unwiderstehlichen Mix aus spanischem Pop mit Folk-, HipHop- und Weltmusik-Elementen bis hin zum großen Orchester-Sound. Die ganze Welt schaltete 2015 in den Tanzmodus, sobald die ersten Klänge vom Sommerhit "El Mismo Sol“ ertönten. Kaum ausgetanzt, legte der lässige Deutsch-Spanier 2016 mit dem Song „Sofia“ auch schon seinen zweiten Super-Hit nach.

Tatsächlich nur zwei Singles, die aber insgesamt mehr als 30 Gold-, Platin- und Diamant-Awards einheimsten und für drei „Latin American Music Award“-Nominierungen sowie mehr als eine Milliarde Klicks auf seinem YouTube-Kanal sorgten. Ein Riesenerfolg für den 27-Jährigen, der auch mit Auftritten in Shows mit J-Lo und Phil Collins und als Juror der italienischen Edition von „X Factor“ von sich reden machte. In der Filmwelt setzte er zudem eine Duftmarke, mit „Yo Contigo, Tú Conmigo“ („Ich mit dir, du mit mir“) steuerte er einen Song für den Minions-Blockbuster „Despicable Me 3“ bei.

Jetzt erscheint endlich sein zweites Album "Mar De Colores" ("Meer aus Farben") und in seinen neuen Songs entfaltet Alvaro Soler das ganze Spektrum seiner Farben, erzählt ganz Privates, aber auch Geschichten über das Fernweh und seine Heimat in Barcelona, Berlin und anderswo. Vom neuen Album stammt auch die aktuelle Single "La Cintura", die die Erfolgsserie des charmanten Sängers und Songwriters fortsetzt. Ein neuer echter Ohrwurm, der gerade dabei ist, die Charts weltweit zu erobern. Wetten, dass Sie „La Cintura“ schon gehört haben und gar nicht anders können, als den Song sofort mitzusummen?

Schlag auf Schlag, Hit auf Hit, wie geht das denn? Was bedeutet Alvaro Soler dieser Erfolg? Wir haben mit dem Charts-Überflieger gesprochen:

Weltbild:Was hat dich dazu bewegt Musiker zu werden und das zu tun, was Du heute tust?

A.S.: Ich habe parallel zur Schule, Uni etc. immer Musik gemacht und das war für mich immer schon eine Art Ausgleich und Therapie. Wenn ich sehr viel zu tun hatte und gestresst war, war es immer schön, sich ans Klavier zu setzen und ein bisschen zu spielen. Das fand ich immer schon total entspannend und das brauche ich auch heute noch – mich einfach hinzusetzen, nur das Instrument und ich und das bewegt mich dann immer noch Musik zu machen, weil es mir Spaß macht und mir guttut!

Was ist dein liebstes Social Media Tool und warum?

A.S.: Mein Lieblings Social Media Tool ist auf jeden Fall Instagram, weil es für mich alles Relevante kombiniert. Mit der Einführung von InstaStory hat sich ja auch der Markt extrem verändert. Ich finde Facebook nach wie vor gut und nutze das auch immer noch, da man ja auch unterschiedliche Altersgruppen und User ansprechen möchte. Aber ich glaube Instagram ist schon mein Favorit, da es auf Fotografie basiert und der Aufbau der Profile sehr grafisch ist und das finde ich nicht nur ansprechend sondern auch nutzerfreundlich. Dazu kommt natürlich, dass durch die unterschiedlichen Funktionen ein direkter Austausch mit den Fans möglich ist!

Wo fühlst du dich zuhause?

A. S.: Ich fühle mich auf jeden Fall in Spanien zu Hause. Neben Berlin habe ich ja einen festen Wohnsitz in Madrid. Innerhalb Spaniens ist aber Barcelona für mich noch mehr ein Zuhause, weil ich dort aufgewachsen bin und meine ganze Familie dort wohnt. Aber ganz generell bekomme ich dieses Gefühl von Heimat, wenn ich mit Leuten aus der spanischen Kultur in Kontakt trete und mit allem, was damit zu tun hat. Sei es traditionelles Essen, die Sprache, das Klima, einfach alles, was die spanische Identität ausmacht – dann fühle ich mich zu Hause und auch überall dort, wo man am Meer ist!

Du hast letztes Jahr mit „Sofia“ schon die gesamte Welt erobert – und nun läuft „La Cintura“ ebenfalls überall auf dem Planeten. Was erwartet uns heuer noch von Alvaro Soler?

A.S.: Ja die Entwicklung ist wirklich unfassbar! Wir waren schon von dem unglaublichen Erfolg von Sofia total überrascht und hätten nie damit gerechnet, dass wir diese Erfahrung noch einmal machen dürfen! Wir waren natürlich davon überzeugt, dass wir mit „La Cintura“ einen starken Song haben, aber dass er einschlagen wird wie eine Bombe und am Ende sogar noch erfolgreicher ist als „Sofia“, das hätten wir niemals zu träumen gewagt! Sowas kann man einfach nie planen und wissen! Aber dieses Jahr wird wirklich spannend. Wir haben in den letzten Wochen „Ella“ und „Puebla“, sowie „Lo Mismo“ feat. Maitre Gims veröffentlicht, alles Songs, die schon mal einen Vorgeschmack auf mein neues Album „Mar de Colores“ geben sollen, dass am 07.09 veröffentlicht wird! Ich freue mich total und bin sehr gespannt, was die Leute sagen werden!

Was ist deine Lieblingsbeschäftigung, wenn du für die Musik unterwegs bist und ein wenig Zeit für dich zur Verfügung hast?

A.S.: Das hängt ganz von der Jahreszeit ab! Wenn wir im Winter eine Tour machen, finde ich es schön, neue Orte zu besuchen, neue Kulturen kennenzulernen. Das Schöne ist, dass uns die Musik auch an Orte bringt, an denen wir vorher noch nie waren. Das finde ich einfach super, weil man so auch alte Freunde besuchen oder neue kulinarische Eindrücke sammeln kann. Eine meiner Lieblingsbeschäftigungen ist eben essen und dann gibt es in jedem Land lokale und typische Gerichte – Pasta in Italien und frischen Fisch in Spanien. Im Sommer bin ich dann gerne am Meer. Die letzten Tage waren wir in Italien jeden Tag am Meer, sind nach dem Soundcheck noch kurz an den Strand und sind Jetski gefahren – das ist für mich echte Quality Time!

Pflegst du irgendwelche Rituale vor einem Auftritt?

A.S.: Für mich selbst pflege ich nicht so viele Rituale, aber ich bin ein echter Bandmensch und finde diesen Team-Moment total wichtig. Kurz vor der Show versammeln wir uns dann in einer Runde und haben einen Moment zum Durchatmen, wo wir auch ab und zu noch Gedanken und Gefühle austauschen. Wir sprechen beispielsweise darüber, was für schöne Momente wir tagsüber erlebt haben oder wir fragen uns, wie das Publikum wohl reagieren wird. So stimmen wir uns auf die Show ein und motivieren uns gegenseitig.

INTERVIEW TO LOUDVISION ITALIA  (MILAN, 03/09/2018)

Alvaro Soler presenta il nuovo album “Mar De Colores” | INTERVISTA

 

10/09/2018 --- Loudvision Italia 

 

L’Hotel ME a Milano ha ospitato l’incontro con la la stampa e Alvaro Soler in occasione della pubblicazione del suo nuovo album Mar De Colores.

Mar De Colores, secondo album da solista di Soler, in uscita per Universal Music venerdì 3 settembre contiebe 13 tracce tra cui La Cintura in rotazione radiofonica da marzo, già disco di platino in Italia. 


Le canzoni come Puebla o Te Quiero Lento hanno come tema il voler rallentare, la volontà di vivere una vità semplice. Questo filo conduttore è una reazione al successo che hai avuto?

Puebla è una parte del Messico, non parlo direttamente di questo posto anche perché non ci sono mai stato ma volevo prenderla come un esempio per dire che ognuno ha un posto dove si sente a casa, dove sono le nostre tradizioni.


Lo vediamo quando usciamo dal nostro paese. Sono cose molto belle che non dobbiamo mai perdere perché fanno parte del nostro carattere. Te Quiero Lento invece è una canzone che dice che abbiamo sempre tanta fretta che ci dimentichiamo di godersi il momento. In una relazione amorosa, come anche quando mangi, quando lo fai lentamente, te lo godi di più.

Con questo secondo album hai avuto possibilità di andare più in profondita, sia al livello musicale che al livello dei testi, era questo il tuo obiettivo?

Ovviamente, è un’evoluzione naturale, il primo disco è sempre una sperimentazione. È stato un successo e così abbiamo costruito le fondamenta, come in una casa. Era il momento di costruire i muri, con Mar De Colores sentivo la pressione di dover superare il primo album ma così è nato un album più maturo.

 

Chi ha seguito X-Factor ha avuto possibilità di conoscerti come una persona seria, cerebrale ma le tue canzoni sono molto allegre, è perché abbiamo bisogno di allegria?

Qualche volta servono canzoni che ti sollevano il morale. Nel disco c’è anche una canzone che potrebbe far piangere, Nino perdido, che è anche una delle mie canzoni preferite che mi ricorda quando ero piccolo e suonavo il pianoforte, anche se voi tutti mi ricordate già con una chitarra. I miei genitori mi ripetevano che sarebbe bello tornare al pianoforte e così ho avuto un desiderio di scrivere una ballad per pianoforte. Secondo me portare gioia con la musica è la cosa più bella del mondo: la gente ha bisogno sia delle canzoni allegre per tirarsi su sia delle canzoni tristi per non sentirsi sola.

Come è stato collaborare con Flo Rida e Tini (Martina Stoessel, attrice e cantante argentina, conosciuta soprattutto per il suo ruolo nella serie TV Violetta) sul remix deLa Cintura?

 

È stato molto bello collaborare con Flo Rida e Tini, ho fatto una cosa simile in passato collaborando con Jennifer Lopez in El Mismo Sol. Grazie a collaborazioni come questa, con Flo Rida ho avuto possibilità di condividere la mia musica negli Stati Uniti. Non ci siamo conosciuti prima del video, abbiamo registrato le parti separatamente ed è stata un’esperienza particolare. Collaborare con Tini è stato molto naturale e divertente.

Quale colore, quale sentimento prevale su Mar De Colores?

 

Mar De Colores è un mix di tanti colori diversi. La cosa bella è proprio questo… un miscuglio di sentimenti. Del resto io sono fatto così, parlo tante lingue ma nessuna bene, faccio un sacco di cose ma nessuna bene, un mix di tante cose.

Hai mai avuto paura di finire nella categoria di quelli che fanno solo canzoni estive?

È vero, alcuni mi vedono ancora cone one hit wonder, ma direi che adesso rientrerei più nella categoria che dobbiamo ancora inventare, quella di five hits wonder!


Mi piace anche uscire fuori dell’ottica dei singoli, oltre alle canzoni che vanno in radio c’è tutto il resto dell’album, mi piacerebbe che la gente conoscesse non solo Sofia o La Cintura ma anche altre canzoni.

Con chi vorresti duettare?

Sicuramente con Santana, ci siamo anche conosciuti durante un festival in Polonia (Tauron Life Festival Oświęcim) dove abbiamo suonato entrambi.In realta la canzoneBonitaè stata pensata per un’eventuale duetto, ha anche un solo di chitarra à la Santana. Purtroppo per ora avevamo diversi impegni ma mi piacerebbe fare qualcosa insieme in futuro.

Ti piacerebbe tornare a fare televisione?

Per ora il mio calendario non lo prevede. X-Factor è stata una bellissima avventura, è un bel ricordo.
Adesso la priorità è fare musicista anche se la televisione è una cosa che potrebbe aiutare, come abbiamo visto.

 

Il tuo tormentone preferito?

La Tortura di Shakira e Alejandro Sanz. La gente ha un legame molto emozionale con tormentoni, per qualcuno una determinata canzone potrebbe esser stata un soundtrack di un bellissimo viaggio, una cosa che riporta in mente i ricordi.


Per me era così con La Tortura, ai tempi vivevo in Giappone e sentire in radio una canzone in spagnolo ha avuto su di me un impatto particolare.

I tuoi piani per il futuro?

Mi piacerebbe fare almeno una settimana di vacanza e poi tornare con delle prove e lavorare concettualmente ai live. È una parte molto bella e creativa che mi piace tanto, anche altra volta siamo stati noi a disegnare il palco. Vogliamo fare uno show più grande, con una band più ampia, anche con unabrass section di almeno tre persone, insomma uno spettacolo dinamico. Mi piacerebbe che la gente se lo ricordasse poi come un evento da rivivere.

COVER INTERVIEW FOR BILLBOARD ITALIA  (RIMINI, 07/2018)

Alvaro Soler: «Sicuro delle mie insicurezze»

07/2018 --- Billboard Italia

 

Ha un background musicale e geografico di ampio respiro. Alvaro Soler è nato a Barcellona da padre tedesco e madre per metà spagnola e per metà belga. Ha vissuto a Tokyo per sette anni e, dopo essersi laureato in Design Industriale a Barcellona, si è trasferito a Berlino.

In tutto questo andirivieni, Soler ha approfondito sempre di più la sua passione per la musica. E con il brano El Mismo Sol è di fatto diventato uno degli artisti internazionali più amati nel nostro Paese.

 

Con questa canzone e con i suoi successi Sofia, Libre e Yo Contigo, Tú Conmigo è arrivato a guadagnarsi in Italia sedici dischi di platino. Il suo nuovo singolo La Cintura è uno dei brani più trasmessi dalle radio italiane.

Facciamo un viaggio nel tempo e torniamo all’inizio di tutto. Da dove è nata la tua voglia di scrivere, cantare e suonare?

Ho iniziato a fare musica per me stesso, così come capita con gli hobby che nascono un po’ per caso. È sempre stata una cosa che mi rendeva felice. A casa di mia nonna c’era un pianoforte, ho imparato molto velocemente a suonare: mi piaceva molto. Poi mi sono trasferito insieme alla mia famiglia a Tokyo. Lì mi hanno regalato un pianoforte elettrico che tenevo nella mia camera. Non avevo studiato e ogni tanto mi divertivo a suonarlo. Lo facevo quando avevo voglia di farlo. Per me questa cosa è molto importante: non ho mai avuto la sensazione di dover fare la musica per obbligo.

E poi? Cosa è successo?

A un certo punto nella scuola tedesca in cui studiavo, a Tokyo, uno dei nostri professori ci ha proposto di scrivere una canzone tutti insieme, in classe. Io mi sono subito caricato. Il professore aveva questo programma (che io ancora non conoscevo) che permetteva di lavorare sulle canzoni. Mi sono molto emozionato a vedere nascere quel processo creativo con tutta la mia classe.

Era molto bello farlo insieme. Però non avevamo concluso il brano e io sono andato dal professore a dirgli: «Dobbiamo finirlo! Lo voglio conservare sul mio telefono!». Volevo riascoltarmelo a casa. Così ci siamo ritrovati e abbiamo registrato tutte le voci che mancavano. Quel momento è stato molto importante per me.

 

Mi sono accorto lì di avere una grande passione per la musica e volevo essere il più creativo possibile. Ho intravisto come farlo e ho capito quali potevano essere gli strumenti con i quali avrei potuto essere chi volevo essere. Poi a scuola ho cantato in un sacco di band e ho scritto tanto. Poi – con i miei primi soldi – mi sono comprato un MacBook e ci ho collegato il piano: con questa cosa mi si è aperta una porta enorme. Il cambio più grande dei miei sedici anni? Meno Playstation e più Logic.

Oggi riesci a mantenere questo atteggiamento nei confronti della tua musica?

Tendenzialmente sì. Ma dipende molto da quanto sei preso da ciò che fai. Soprattutto quando fai canzoni e promo in giro per molti paesi. Io attualmente ho tre cose che vanno insieme: i live, la scrittura e la promozione. Sono tre ambiti diversi del mio lavoro. Se faccio molta promo come in questo momento, poi capita che ho bisogno di staccare e tornare a scrivere. E viceversa. Insomma: ho bisogno di variare per vivere con serenità il mio lavoro. Se fai una cosa equilibrata, riesci a gestirtela bene.

Come funziona il processo di scrittura dei tuoi brani? Hai dei momenti che dedichi esclusivamente a questo oppure capita spontaneamente mentre fai altre cose?

Capita spesso che le canzoni arrivino da situazioni inaspettate. Un giorno sono andato a comprare dell’acqua al supermercato insieme a mio fratello e al mio chitarrista Javi. In quei giorni stavamo scrivendo una canzone.

Io ho preso la cassa d’acqua e, mentre stavamo camminando verso lo studio, mi sono accorto che le bottiglie facevano un suono molto figo, molto “reggaetonero”. Così abbiamo deciso di registrarlo ed è stato il primo step di una nuova canzone (che sarà contenuta nel mio nuovo disco).

A volte capitano cose strane come questa. Altre volte, invece, mi metto lì con la chitarra e scrivo un paio di melodie. Io lavoro insieme a due ragazzi tedeschi e scrivo con loro: ci confrontiamo molto. Abbiamo un Dropbox dove infiliamo tutto il materiale che ci viene in mente e poi selezioniamo insieme su cosa lavorare e cosa, invece, lasciar perdere.

Come è arrivata La Cintura? Ci racconti qualcosa di questa tua nuova hit?

Innanzitutto voglio specificare che la traduzione corretta del titolo è “la vita”: non intendo l’accessorio e nemmeno la cintura della macchina. Mi fa ridere il fatto che tante persone mi scrivono in direct su Instagram dicendomi: «Bravo! Grazie per ricordarci di mettere la cintura alla guida!».

È una cosa molto divertente il fatto che alcuni mi abbiano preso per un testimonial della guida sicura (ride, ndr). In ogni caso questo è un brano molto autobiografico: canto del fatto che non so ballare molto bene. O comunque del fatto che ho una grande insicurezza nel ballare davanti ad altre persone in discoteca, perché penso di non saperlo fare. È una storia che volevo condividere.

Oggi il bullismo è un fenomeno duro e ci sono tante persone che purtroppo si fanno dire tante cose e accettano tutto, severi con se stessi. Nel mio caso, andare a ballare è una cosa molto “happy”, una cosa che mi rende felice. Non è giusto che io ci rinunci solo perché la gente mi dice che non ne sono capace. È per questo che ho voluto fare una canzone che parlasse delle cose che non so fare, piuttosto che fare uno dei soliti elenchi di ciò che so fare alla perfezione. È così noioso dire quanto siamo bravi. Per me è proprio un bel cambio, questo.

Quindi dai molta importanza all’autoironia.

Assolutamente sì. Penso che l’autoironia sia la chiave per la felicità. La persona più autoironica che conosco è Fedez. È incredibile ed è pazzesco vedere una persona così sicura delle sue insicurezze. Questo ti rende molto forte: è una bella strategia. Un processo psicologico molto importante.

È sempre possibile avere un rapporto personale con gli artisti con i quali collabori? È una cosa a cui aspiri?

 

A volte è difficile. Ad esempio, se sei in promozione e hai solo un giorno per girare un videoclip, non è facile. Prima di collaborare con Jennifer Lopez non ho avuto molto tempo per conoscerla per bene. Ma sai cosa ho notato? In questo mondo si è tutti più aperti come persone. Forse anche perché si ha la consapevolezza che capita poche volte di poter approfondire a fondo la conoscenza dell’altro. E quindi ci si apre più facilmente.

 

Tutti siamo abbastanza dinamici. Quando capita di incontrare un artista che invece tende a chiudersi in se stesso, allora sì che è difficile. Detto questo, quando devi scrivere una canzone con qualcuno, è di fatto obbligatorio cercare di capirsi con profondità, per quanto mi riguarda.

Sei stato giudice a X Factor nel nostro Paese e quindi hai vissuto da vicino il panorama musicale italiano. Come lo vedi?

 

Non penso di essere la persona più giusta per dirti come funziona nel dettaglio in Italia. So che ora in Italia – come nel resto del mondo – sta andando un sacco la trap. Anzi, trap-pop. Tutto questo è molto legato a Spotify e al concetto di playlist. Si sta facendo un cambio importante nella musica che è sempre più evidente. La gente che ascolta la radio non è la stessa che, invece, consuma musica su Spotify. Oggi è importante avere la possibilità di scegliere cosa ascoltare. E questo è molto figo, non solo nella musica ma in tutti gli ambiti tecnologici.

Io sono convinto che sia la combinazione di tanti fattori. Ma anche iTunes è importante in Italia, forse più che in altri paesi. Quello della musica è un mondo dinamico e veloce. La gente consuma musica come se fosse una caramella. Ecco perché J Balvin ha ogni settimana una canzone pronta per te (ride, ndr).

 

Io in ogni caso sono ancora legato all’idea di album, alla storia che racconti attraverso le canzoni della tracklist. Con le playlist si sta perdendo questo concetto. E mi dispiace.

La musica latina sta funzionando molto in Italia. Come te lo spieghi?

Senza dubbio ora si sta lavorando molto a livello discografico per posizionare per bene chi propone musica di questo tipo. L’Italia, ad esempio, ha bisogno della presenza vicina di un artista. Questa è una cosa importante. La gente si affeziona di più se torni più volte anche fisicamente in un paese. Ogni volta bisogna fare qualcosa di nuovo. Sono contento che stia andando bene.

Forse anche il concetto di tormentone estivo – collegato al mondo latino – è ormai superato. Basta pensare a Despacito di Luis Fonsi che non è rimasto in classifica solo in estate.

 

Certo. La cosa tipica se fai musica in spagnolo (e se ti proponi in un paese dove non si parla questa lingua) è sempre stata quella di fare una canzone per l’estate. Forse perché è più facile. C’è sempre stato un legame molto forte, anche psicologico, da questo punto di vista.

Molte canzoni latine sono positive e anche per questo si prestano bene per il periodo dell’estate, in cui la gente ha voglia di leggerezza e spensieratezza. Però non dobbiamo essere positivi solo durante l’estate ma anche in tutto l’anno. La musica ritmica che ti fa ballare è positiva a prescindere. Ma dipende dai paesi: in Spagna, ad esempio, El Mismo Sol è arrivata prima in classifica a dicembre.

Hai duettato con Jennifer Lopez. Come riesci a gestire il tuo successo? Non è scontato riuscire a farcela.

 

Per fortuna io ho iniziato a fare musica molto prima di cantare con Jennifer Lopez. Vengo da una gavetta di dieci anni e so benissimo cosa vuol dire quando vuoi cantare una canzone e nessuno vuole ascoltarla. Ho passato anche momenti meno gratificanti, ecco.

La questione è: sei preparato a fare un salto così grande? Nessuno ti può preparare per cantare con Jennifer Lopez sul palco. Io mi sono detto: «Spero solo di essere un minimo all’altezza di questo palcoscenico e di non fare figuracce!». Ma tutta la fatica che ho fatto prima di questo momento mi sta aiutando a godermi al meglio quello che sta succedendo ora.

Hai vissuto per molto tempo in Giappone. Ti è rimasto qualcosa a livello artistico del tuo impatto con la loro cultura?

È difficile risponderti. Al momento credo di no. O meglio: il Giappone lo porto dentro di me. Quando vivi lì, vedi un sacco di cose belle. Come il taiko, un gruppo di tamburi enormi che fanno un gran casino. L’altro giorno stavo pensando che sarebbe fantastico portare qualcosa di simile nel live. Quindi, vedi, qualcosa è rimasto. Anche se forse a volte non ne sono così cosciente.

Senti il bisogno di raccontarti tramite i tuoi brani?

Sì, canto cose mie e spero sempre che il pubblico possa capire e possa immedesimarsi nelle mie parole. Con La Cintura, ad esempio, volevo lanciare un messaggio: “Non è un problema se non potete fare qualcosa. Se vi va di farlo, andate avanti!”.

È una cosa che ti sei detto anche a te stesso quando hai girato il videoclip del brano?

Certo. Per me è stata una bella sfida. Io volevo fare il video con i ballerini e volevo una coreografia super carina. Ma ancora una volta non pensavo di esserne all’altezza. Volevo un ballo che non fosse né La Macarena né le Las Ketchup: volevo una combinazione di entrambe le cose. Volevo una cosa facile da imparare ma allo stesso tempo divertente.

Il coreografo che mi ha aiutato per il videoclip mi ha detto: «I passi non sono un problema. Dipende tutto dall’attitudine che ci metti mentre lo fai». E ha ragione: ci vuole l’intenzione giusta!

A proposito, il videoclip de La Cintura è stato girato a Cuba. Cosa ti trasmette questo luogo?

Sarò sincero. Abbiamo dovuto girare il video tra febbraio e marzo e non potevamo farlo né in Italia né in Spagna. Sarebbe stato bellissimo, ma c’era bisogno di un sole caldo. Dovevamo andare in America Latina a farlo e abbiamo improvvisato un po’. Abbiamo pensato a Cuba e abbiamo deciso di fare un video differente da quello che avevamo in mente. Sicuramente non sarebbe stato lo stesso senza l’energia della gente che balla nel video. Ora conosciamo bene Cuba.

Nel Making Of si vede che tutti ballano La Cintura: anche i cameraman! È stato un bel momento. Cuba è un posto molto strano. Tante persone che abitano lì, nonostante le condizioni di difficoltà, hanno un sorriso stampato in faccia. Io mi sono detto: “Cavolo, perché noi che apparentemente abbiamo tutto non riusciamo a essere felici come loro che materialmente hanno molto meno di noi?”. È inevitabile chiederselo. Ma questo è un altro tema. L’energia di Cuba mi piace davvero tanto.

INTERVIEW WITH GERMAN MAGAZINE GALA (21/09/2018)

Alvaro Soler im Interview: "Ich wollte eigentlich Autodesigner werden"

 

21/09/2018 --- Gala.de 

 

Alvaro Soler zählt zu den erfolgreichsten Musikern in Deutschland. Jeder Sommer wird mit seinen Hits eingeläutet. Mit GALA.de spricht er über autobiografische Züge seiner Musik und enthüllt Details aus seinem Liebesleben

Sein neues Album "Mar de Colores", zu  deutsch: "Meer voller Farben", ist Anfang September auf dem Markt erschienen; sein Song "La Cintura" hält sich seit Wochen in den Charts – 2018 ist für Alvaro Soler ein erfolgreiches Jahr. Im GALA-Interview erzählt er von seinen alten Lebensplänen und wie er zur Musik gekommen ist.

"Mar de Colores" heißt Ihr neues Album. Woher haben Sie Ihre Inspirationen genommen?

Alvaro Soler: Es repräsentiert meine Heimat Barcelona – das Meer entspannt mich und ich fühle mich da wie zu Hause. "Voller Farben" bezieht sich auf die unterschiedlichen Orte, an denen ich gelebt habe, unter anderem in Barcelona und in Tokio, und auf die vielen Menschen, die ich kennenlernen durfte. Deshalb gibt es viele verschiedene Musikstile auf dem Album. Der Titel verdeutlicht die kulturelle Offenheit.

Der Song "La Cintura" bedeutet "die Hüfte". Der Protagonist hat darin ein paar Probleme mit dem Tanzen und benötigt Nachhilfe. Ist es eine persönliche Geschichte?

Soler: Genau, es ist eine autobiografische Story. Ich wollte zeigen, dass es okay ist, auch zu sagen: "Hey, ich kann gar nicht tanzen, aber es ist mir egal; ich habe trotzdem Spaß." Viele haben Probleme mit der Selbstironie, was schade ist, denn wenn man über sich selbst lachen kann, ist alles viel entspannter.

Alvaro Soler hatte andere Pläne 

Hatten Sie schon immer den Wunsch Sänger zu werden oder gab es für sie noch andere Pläne?

Soler: Musik habe ich schon immer gemacht, weil ich Spaß dabei hatte. Eigentlich wollte ich Autodesigner werden. Damals war die wirtschaftliche Krise in Spanien noch extremer und viele Unternehmen wollten vor Arbeitsantritt drei Jahre Berufserfahrung vorgewiesen bekommen. Deshalb entschied ich mich für die Musik, hätte aber nicht gedacht, dass sie mir so liegen und ich mit ihr soweit kommen würde. In einem Songwriting-Camp in Österreich merkte ich, dass ich besser abliefern kann als angenommen. Also ging ich nach Berlin und fing dort mit der professionellen Musik an.

Sie sind sehr viel unterwegs;  das kann alles ziemlich stressig sein. Gibt es Phasen, in denen Sie sich ein ruhigeres Leben wünschen?

Soler: Natürlich. Es gibt immer Phasen, in denen man sich wünscht, einfach rauszukommen. Aber ich bin auch nicht so aufgewachsen, um sagen zu können, ich hätte alle Freiheiten der Welt. Ursprünglich habe ich Ingenieurwesen studiert und dachte, ein Job von montags bis freitags wäre das, was mich einmal antreiben würde.

"Wir versuchen immer das Beste aus der gemeinsamen Zeit zu machen"

Sie sind mit der spanisch-britischen Sängerin Sofia Ellar zusammen. Wann sind Sie sich das erste Mal begegnet?

Soler: Vor fast drei Jahren. Wir sind jetzt knapp zweieinhalb Jahre zusammen.

Und Sie bekommen alles unter einen Hut?

Soler: Es ist cool, wenn man mit Jemandem zusammen ist, der aus der gleichen Branche kommt. Sie versteht den Stress. Wir versuchen immer das Beste aus der gemeinsamen Zeit zu machen.

 

Könnten Sie sich auch ein Duett mit ihr vorstellen?

Soler: Ja, wieso nicht. Wir haben drüber einmal gesprochen. Aktuell macht jeder sein Ding, aber vielleicht kommt das noch in naher Zukunft.

INTERVIEW WITH RADIO KISS KISS (ROME, 17/09/2018)

Alvaro promotes his new album Mar de Colores in a long, interesting interview with the Italian radio station Radio Kiss Kiss in Rome on Monday September 17 

Álvaro promociona su nuevo disco Mar de Colores en una entrevista larga e interesante con la emisora de radio italiana Radio Kiss Kiss el lunes 17 de septiembre en Roma.  

Credits: Video from the Youtube channel of Radio Kiss Kiss 

INTERVIEW WITH AMERICAN WEBSITE IDOLATOR  (11/09/2018)

Alvaro Soler Talks Breakout Hit “La Cintura” & ‘Mar De Colores’: Interview

11/09/2018 --- Idolator.com 

Alvaro Soler broke big in 2015 when “El Mismo Sol” became a surprise smash. (It even got a remix featuring Jennifer Lopez). The German-Spanish singer backed it up with more hits including the still-catchy “Sofia,” but nothing could prepare him for the worldwide success of “La Cintura.” The humble, relatable banger about overcoming two left feet conquered the charts across Europe, racking up more than 140 million streams on Spotify. With those kind of numbers, it was only a matter of time before the lucrative US and Latin American markets started to pay close attention.

The feel-good anthem recently got an overhaul featuring Flo Rida and TINI, which proved to be an instant success with the tropical video soaring past 20 million views in a matter of weeks. Alvaro’s sophomore LP, Mar De Colores, arrived on Friday (September 7) and it shows that “La Cintura” is just the tip of the iceberg. There are other instantly addictive floorfillers, sultry slow jams and even a dreamy piano ballad. I recently spoke with the 27-year-old about his breakout hit as well his eclectic album. Get to know the rising star a little better in our Q&A below.

When you first recorded “La Cintura” did you know you had a hit on your hands?

I think this is the first time that the whole team maybe knew that we at least had something that was going to be played on the radio. In the past, we had songs we hoped would be successful, but I think with this one, the feeling was stronger. But, at the same time, because we had that feeling, we thought, “Oh no, this is the first time we have this feeling, so maybe it’s wrong and it’s going to go the other way.”

But even so, I think the expectations were much lower than what actually happened in the end. They just told me five minutes ago that the song has been number one at radio for 10 weeks. It was also a big hit in countries outside Spain, which has been an incredible surprise. So no, we didn’t exactly know all of this, but we had a feeling. We just didn’t know it would be this big.

It’s such a catchy song. From what I understand, it’s about your bad dance moves?

Yes. It all was born through the word, “La Cintura,” which is the title of the song. When I sang the melody, I don’t know why I sang that word. It was the first thing I sang, and sometimes, there’s this thing that happens that the word perfectly matches the melody and there is no other word that you could ever use to make it sound as good. And I thought, “Oh man, the word fits so well in the chorus, but I can’t use it because I’m not a dancer,” so I can’t sing a song that talks about my hips.

So I thought maybe I could use this opportunity and talk about my hips in a different way, by confidently saying that I can’t dance and that it’s fine. And it’s cool to open up and not care about what other people say when you’re dancing, because that was my deepest problem. I always thought, “I’m not going to dance because of what people might say.” So why bother? It shouldn’t be like that because dancing is just an expression of your happiness. If you’re not dancing, I think you’re missing out on something really big.

I’m happy that through the song and through the video shoot, I got more confidence in myself as well. I went through some kind of a psychological test. It was like self-therapy.

I thought your dancing was pretty good in the video!

Well thank you, I had a lot of training.

The remix featuring Flo Rida and TINI is starting to get played in America. How did it come about?

I think that came about through our friends at Interscope. We sent the song to Flo Rida and he liked it and said he wanted to record a verse for it, so we were super happy. Then, we were waiting on his vocals, and TINI came on board because we wanted to include an artist from Latin America as well. It was great to have both of them on the track. Sometimes with features, you have a feeling they want to do it and then the next day maybe they don’t. I was very calm, because I didn’t want to get excited in case it didn’t work out.

I also think the version with Flo Rida is cool because everyone on the track has their own unique style and they all blend together on the song, which makes it a really fun listen.

Did you get to hang out with Flo Rida on the video shoot?

Yes, we did. Nowadays videos can be made without the other artist being there and I think that’s a pity. So we tried to make it work. We recorded the scenes with TINI in Madrid and we got to hang out during filming. The next day, I flew to Miami to meet Flo Rida and film there. I love that TINI is so natural because chemistry is important. I hate it when it feels forced, but that wasn’t the case at all.

With Flo Rida, we met in Miami and we had two scenes — one on the island and then the one at night. We didn’t have the chance to talk so much, but we hung out between takes and we got to chat. It was pretty cool. I’m so glad that I worked with people I could have a normal conversation with, He’s a cool guy.

Spanish-language pop music is having such a big moment in America with songs like “Despacito” and “Mi Gente.” Does that inspire you?

Of course. It gave us the chance to say, “It’s kind of opening up over there, so we should take every available opportunity.” The goal for every artist is to make the music accessible to as many people as possible, so reaching out and collaborating with other people from other nationalities is just very cool. I think it’s great that America embraced Latin music because it’s such a big market. It’s nice that Spanish-speaking artists now have the chance to show what we’re doing and share it with more people.

Do you have a theory as to why Latin music is crossing over more regularly?

I think it’s just how music works. Different genres become more popular all of a sudden. Like the way EDM exploded and is now a staple of pop music. It’s in fashion somehow. It’s trendy now, but let’s see if it’s permanent. That would be nice. And it’s all music, and in the end that’s an international language — if we’re singing in Spanish or English. I also think it has something to do with dancing. Latin music is easier to listen to than say German music because Latin music is usually combined with dancing.

I think if it’s a danceable song then you have a much better chance of cracking the American market, more so than if it’s a ballad. I think that’s because the lyrics are more important in a ballad than an uptempo song. The musicality of the song is easier to access for people who don’t speak the language. Also, “Despacito” played a big role. Justin Bieber singing on that song opened the door, and then everyone just started to feel brave enough to do it as well.

What are your plans for the US? Is there going to be a proper rollout or are you just playing it by ear?

 

I think we’re doing a little bit of both. I’m releasing my second album in September, so I still have a lot of work to do here in Europe. Then, in October, we have a trip planned to Los Angeles. I’m going to the Latin American Music Awards. Normally, I would use the opportunity to do some promotion while I’m there. I don’t have any plans yet, but I’ve been to L.A. and Miami a few times. I would love to do some promo on American radio stations and stuff like that. Let’s see if we can combine it.

Do you have any other collaborations in the works?

I like a balance. I don’t usually have a rule about features. I think it depends on the song. Right now I’m working on a song, I just recorded the vocals ten minutes ago, and I think it needs a feature. But I’m not afraid to release it by myself, you know. We’re always in such a hurry, which makes it tricky if you want to get a feature on it. But it just depends on the moment, and if everything works out, collaborating is very cool and helps you expand your audience. So from that perspective it’s very nice.

Tell me about Mar de Colores. Is “La Cintura” reflective of the sound?

It’s going to be a bit of everything. My first album was really successful in Europe, which was kind of a surprise. I didn’t have a fan base or anything, so I started from scratch on. Now, I have an identity when I go in the studio and I’m more confident at experimenting with new sounds. I will try a country idea or a blues idea and just see what happens. I think a lot of cool things have come from this. Musically, it’s a very cool ride.

You can expect a lot of variety, because I always want to record an album that I would like to hear myself. So there are songs in the mold of “La Cintura,” but it also has some slow songs as well. There’s also a ballad, there’s a lot of different things. Actually, the ballad is one of my favorite songs on the album. The piano was my first instrument, but I started to play guitar when I moved to Berlin. My family said, “Hey Alvaro, you should do a song on the keys,” because they would always hear it when I was practicing. They liked it and they missed it.

I thought, “Why don’t I do it because I also miss the piano.” So I sat down at the keys. I’m very curious to see what people think of the album. I think it still has the Alvaro Soler identity, but I really mixed it up.

 

Do you intend to release any English or Spanglish songs in the future?

I’ve done it in the past with the J.Lo version of “El Mismo Sol.” We did a Spanglish version and a full Spanish version. I’ve done before, so I don’t feel unfamiliar with it. I would do it if it made sense. And English would be the first language I would sing in apart from Spanish. People in Germany sometimes ask me about singing in German and I tell them I’m not interested. But English feels natural to me. Why not, you know? I’m not opposed to it.

Thank you for your the chat. Good luck with the album!

Thank you so much, have a nice day.

INTERVIEWS TO PROMOTE MAR DE COLORES AT MONDADORI MEGASTORE (MILAN, 16/09/2018)

Alvaro talked about his new album Mar de Colores to the Italian entertainment website Recensiamo Musica on Sunday September 16 at the music and book store Mondadori Megastore in Milan where he was doing a signing session for his fans in occasion of the release of his album 

Álvaro platicó de su nuevo disco Mar de Colores al sitio web de entretenimiento italiano Recensiamo Musica el domingo 16 de septiembre en la tienda de música y libros Mondadori Megastore en Milán, al tiempo de hacer una firma de discos para sus fans en ocasión del estreno del álbum. 

Credits: Video from the Youtube channel of Recensiamo Musica

And he also did another interview with SMS News (Spettacolo Musica Sport) 

Y también hizo otra entrevista con el medio SMS News (Spettacolo Musica Sport) 

Credits: Video from the Youtube channel of SMS News Official Quotidiano SpettacoloMusicaSport

INTERVIEW BY UNIVERSAL MUSIC SWITZERLAND (BERN, 08/09/2018)

Alvaro and Nico Santos meet Universal Music Switzerland backstage at the radio festival Energy Air on Saturday 8th of September in Bern, and they interview each other, asking each other questions about tour life, their favorite food, hotel beds, their collaboration on Fuego (included into Alvaro's album Mar de Colores!) and much more. 

Álvaro y Nico Santos se encuentran con la disquera Universal Music Suiza en el backstage del evento de radio Energy Air el sábado 8 de septiembre en Berna, donde se entrevistan el uno al otro, hablando de la vida al estar de gira, su comida preferida, las camas en sus hoteles, su colaboración en el tema Fuego (¡incluido en el disco Mar de Colores de Alvaro!) y mucho más.  

Credits: video from the Youtube channel of Universal Music Switzerland 

INTERVIEW TO RADIO REGENBOGEN (RUST, 04/08/2018) 

Alvaro talks to the German radio station Radio Regenbogen backstage at the event Music @ Park at the famous German amusement park Europa Park in Rust, Saturday 4th of August 2018. In this interview, Alvaro reveals a secret about his new album Mar de Colores, which will be out on the 7th of September!

Álvaro habla con la emisora de radio alemana Radio Regenbogen en el backstage del evento Music @ Park que se celebró el sábado 4 de agosto en el famoso parque de atracciones alemán Europa Park en Rust. ¡En esta entrevista, Álvaro también nos revela un secreto especial sobre su nuevo disco Mar de Colores, que sale este 7 de septiembre!

Credits: video from Youtube channel of Regenbogen DE 

INTERVIEW WITH GERMAN MAGAZINE SPREEWILD (06/09/2018) 

Alvaro Soler:  “Sommerhit-König klinkt furchtbar.”

06/09/2018 --- Spreewild.de

 

Álvaro Soler will nicht reduziert werden: weder auf Gute-Laune-Musik noch seine Herkunft und auch nicht auf ein Lied mit J.Lo.

Dass die Songs von Álvaro Soler im Radio rauf und runter laufen, hat auch mit dem guten Wetter zu tun. Sommer, Sonne, spanische Musik: Das passt. Im Interview erzählt der 27-jährige Deutsch-Spanier und Wahl-Berliner, warum er sein neues Album „Mar de Colores“ (erscheint am 7. September) trotzdem nicht mit Sommerhits vollgepackt hat.

Was in diesem Hotelzimmer sofort auffällt: Überall steht Kaffee. Wie viele Tassen waren denn für das neue Album nötig?


Ich trinke höchstens zwei Tassen pro Tag, sonst werde ich nervös. Eigentlich bin ich nämlich eher der Tee-Typ und erst vor einem Jahr unter die Kaffeetrinker gegangen. Zu deiner Frage: Schlaflose Nächte hatte ich nicht, auch wenn es zwischendurch vielleicht mal stressig war.

Welchen der neuen Songs sollte jeder einmal gehört haben?


„Niño perdido“, „Ella“, „No te vayas“, „La Cintura“ natürlich. Sag stopp, sonst nenne ich dir jetzt alle Titel.

 

Stopp! Lieber zur nächsten Frage: Warum ist spanische Musik auf einmal so populär? Du zum Beispiel singst nur auf Spanisch und hast in ganz Europa Preise abgeräumt.


Tja, das kann ich dir gar nicht so genau beantworten. Mich wundert das selbst. Zum Beispiel sind wir in Italien als Erstes durchgestartet, da kann ich nicht mal mehr unerkannt durch die Straßen gehen. Dabei sind Italienisch und Spanisch grundverschieden. Was aber noch kurioser ist: Sie haben selbst das mediterrane Leben, das Meer, die Sonne und eigene Gute-Laune-Mucke. Wozu brauchen sie Spanische Sommerhits?

Aber du bist auch in Schweden, Polen und Tschechien erfolgreich.


Nördlicher in Europa ist das ein bisschen anders – kühleres Klima. Und in Deutschland wird Spanisch auch schon eher gesprochen. Wobei: Wenn ein spanischsprachiger Künstler wie Maluma hier Konzerthallen füllt, dann siehst du trotzdem vor allem Latinos im Zuschauerraum.

Du hast eine Wohnung in Neukölln. Was gibt dir der Bezirk?


Abgesehen vom Biergeruch am Morgen, meinst du? Nee, Neukölln ist supercool und multikulturell, du kannst dich mit deinem Bier an den Kanal setzen – das genieße ich. In Spanien ist das verboten.

Auf Klischeefragen gibt's Klischeeantworten 

Jetzt, da du selber den Vergleich ziehst: Wie sehr nerven dich in Interviews Fragen wie „Berlin oder Barcelona?“ oder „Paella oder Currywurst?“?


Die Klischeefragen eben … Da kommen dann aber auch Klischeeantworten. Natürlich wollen sie dann hören, dass ich typisch deutsch – diszipliniert – bin. Ist auch okay. Viel nerviger ist die Frage nach meinem Song mit J.Lo. Das ist drei Jahre her! Gerade in hastigen 5-Minuten-Interviews gibt’s eigentlich wichtigere Themen.

Nachvollziehbar. Dann hilf mir: Worüber würdest du denn lieber sprechen?


Autos zum Beispiel. Ursprünglich habe ich nämlich Industriedesign studiert.

Uff, bei dem Thema bin ich echt raus.


Dann habe ich eine Frage an dich: Was ist für dich ein Sommerhit?

Ein Gute-Laune-Song, der im Sommer rauskommt?


Ist Definitionssache! Das kann auch ein One-Hit-Wonder sein. Ich habe mal die Überschrift „Álvaro Soler – Der Sommerhit-König“ gelesen.

Alvaro möchte kein "Sommerhit-König" sein 

Es könnte schlimmer sein …


Nee, das klingt furchtbar! Wir machen ja viel mehr als das. In erster Linie sind es ganz normale Songs. Du landest aber schnell auf dieser einen Schiene. „La Cintura“ wurde schon im März veröffentlicht. Mir haben die deutschen Radiosender aber gesagt, dass sie ihn nicht spielen, bevor die Sonne scheint – es sei ja schließlich ein Sommerhit. Spanische Musik muss anscheinend immer happy sein. Und aus dieser Schublade rauszukommen, ist schwieriger als gedacht.

ALVARO BACKSTAGE AT RTL 102.5 POWER HITS ESTATE (VERONA, 03/09/2018)

All Music Italia,  RTL 102.5 Power Hits Estate, Verona, 03/09/2018

Credits: Video from the Youtube account of  All Music Italia 

Fun Week Italia,  RTL 102.5 Power Hits Estate, Verona, 03/09/2018

Credits: Video from the Youtube account of  Fun Week Italia 

Fun Week Italia,  RTL 102.5 Power Hits Estate, Verona, 03/09/2018

Credits: video from the Youtube account of ONSTAGE Magazine 

PRESS CONFERENCE IN MILAN (03/09/2018) 

Last Monday September 3rd Alvaro presented his new album Mar de Colores to the Italian press in a press conference held in Milan. Watch below the videos of his press conference 

El pasado lunes 3 de septiembre Alvaro presentó su nuevo disco Mar de Colores con los medios de comunicación italianos en una rueda de prensa celebrada en Milán. Mira abajo los vídeos  

Credits:  video from the Youtube channel of Recensiamo Musica 

Credits: video from the Youtube channel of Musica e TV 2.0 

Credits: thanks to Eventi Milanesi for this video from your Youtube account 

Credits: Thanks to Gingergeneration1 for this video on your Youtube channel 

INTERVIEW WITH SOCIAL MAGAZINE (MILAN, 03/09/2018)  

ALVARO SOLER torna con MAR DE COLORES | “Mi piacerebbe duettare con Santana…”

08/09/2018 -- Social Magazine 

 

Il cantante spagnolo ritorna il 7 settembre con un nuovo album, in uscita per Universal music, dal titolo ‘Mar de colores’, un progetto decisamente più maturo nella parte autorale rispetto al già fortunatissimo ‘Eterno agosto’ (2015, Platino in Italia).

Il disco contiene il successo planetario ‘La cintura’ che, pubblicato lo scorso marzo, ha confermato Soler vero hit maker, portando a quota 5 il numero dei successi inanellati in quattro anni (insieme a ‘El mismo sol’, ’Sofia’, ‘Libre’ e ‘ Yo contigo Tu Conmigo’). Il brano ai vertici di tutte le classifiche ha totalizzato oltre 133 milioni di stream su Spotify, nonché 118 milioni di views grazie al video postato su you tube.

“Quante canzoni dovrò scrivere ancora, per levarmi di dosso l’etichetta dell’ ‘one hit wonder’?”, domanda ridendo l’artista, rompendo il ghiaccio durante una gremita conferenza stampa milanese. Cd tra le mani cominciamo a parlare con lui di ‘Puebla’, il nuovo singolo. “In tanti mi chiedono se questa traccia parli di quella grande città del Messico, ma in realtà no, non ci sono mai stato. Ho semplicemente scelto un luogo per raccontare quanto ognuno di noi possa sentirsi a casa, nella propria città. Io del resto adoro la mia Barcellona, il cibo e l’allegria contagiosa della gente spagnola (discorso a parte per la Corrida, una tradizione che non amo per niente) ”.

Un ‘altra traccia dell’album, davvero molto bella, si intitola ‘Te Quiero’ e pare essere un po’ la tua filosofìa di vita. E’ così? 

 

 “Effettivamente sì. Troppa gente ha fretta di raggiungere un obiettivo, non godendosi il momento. Soprattutto in amore bisognerebbe andare per gradi, rispettare tempi e emozioni, così come per il successo”.

Quale potrebbe essere il colore predominante, di questo ‘Mar de Colores? 

 

“In realtà non c’è. Del resto io parlo tante lingue e amo fare tante cose ma … nessuna bene! Sono fatto così: quindi non c’è un colore dominante! (ride; ndr). Scherzi a parte questo mio album è solare: la mia intenzione è quella di regalare un po’ di felicità ed energia positiva alla gente, voglio essere un ‘portatore di gioia’, anche se ovviamente ascoltando il cd, vi imbatterete in qualche pezzo più intimista come quella ‘Nino Perdido’, la più malinconica di tutte””.

Per il remix de ‘La Cintura’ hanno partecipato la giovane cantante e attrice argentina Tini (ovvero Martina Stoessel, famosa in tutto il mondo per aver interpretato il ruolo di Violetta nella celebre serie tv, e per i 5 milioni di followers su Instagram) e il rapper americano Flo Rida. Cosa ci puoi raccontare, di questa esperienza?

 

 “Tini è una ragazza molto simpatica, purtroppo sia lei che Flo avevano sempre tempi molto stretti per rispettivi impegni di lavoro, quindi abbiamo registrato velocemente anche sul set del video, confidando in un ‘buona la prima’. Per fortuna è andata bene!”.

Che rapporto hai con i tuoi fan?  

 

“Di rispetto reciproco. Se rimani semplice e con i piedi per terra la gente percepisce e apprezza, ma se sei un artista pazzo anche i tuoi fan rispecchiano il tuo modo di essere. Se vieni da me per conoscermi e fare un selfie mi sta bene, ma lo devi fare con educazione”.

Alvaro tu vivi tra Berlino e la Spagna, ma durante la partecipazione a ‘X Factor’  avevi preso casa nel cuore di Milano. Se ti richiamassero – vista la notizia fresca dell’espulsione di Asia Argento dal ruolo di giudice – ti piacerebbe ritornare a lavorare in quel talent? 

 

 “Lo scopro adesso, non sapevo nulla! In ogni caso certo, mi piacerebbe moltissimo. Mi sono divertito parecchio durante il soggiorno milanese (abitava in Porta Venezia , ndr), Milano mi piace come pure lavorare in televisione, ma adesso non ne avrei il tempo. Per ora mi voglio interamente dedicare alla promozione del disco e alla preparazione del mio nuovo live”.

Parliamo dell’atteso concerto annunciato per il prossimo 9 maggio, al Forum di Assago. 

 

“Sarà uno show molto più imponente e ricco, rispetto a quello dello scorso anno. A partire da novembre inizierò le prove con i musicisti della band (molto probabilmente saranno una decina; ndr) ma intanto sto già pensando al concept, al nuovo palco (il precedente era stato ideato da lui, insieme a un amico dell’università; ndr) e alla scaletta dei brani. Non vedo l’ora”.

Chiudiamo con una curiosità: con chi ti piacerebbe duettare in futuro? 

 

“Con Santana!  L’ho conosciuto in Polonia, suonava dopo di me a un Festival. ‘Bonita’, un inedito del mio nuovo cd, ha un giro di chitarra che ricorda parecchio il suo stile, l’ho scritta e mi sono detto: ‘chissà, magari l’ ascolta e gli viene voglia di chiamarmi…’.

 

Alvaro Soler incontrerà in fan italiani per presentare e autografare il suo nuovo ‘Mar de Colores’, durante 3 appuntamenti esclusivi: il 15 settembre alle 18.00 alla Feltrinelli Libri e Musica Stazione Garibaldi di Napoli; il 16 alle 17.30 Mondadori Megastore di Milano e il 17 alle 18.00 alla Discoteca Laziale di Roma. Dopo il doppio sold-out al Fabrique di Milano del 2017, Soler tornerà in Italia il 9 maggio, per la prima volta al Mediolanum Forum di Milano. Tracklist ‘Mar de Colores’ – La Cintura, Histérico, Te quiero lento, Ella, Puebla, Au au au, Fuego (feta. Nico Santos) , Veneno, Bonita, No te Vayas, Niño perdido, Yo Contigo Tu Conmigo, La Cintura Remix( feat. Flo Rida & Tini)

INTERVIEW WITH ALVARO BY SWISS MAGAZINE SCHWEIZER ILLUSTRIERTE  (30/07/2018)

Alvaro Soler:  «Meine Kinder sollten mehr lesen als ich»

 

30/07/2018 --- Schweizer Illustrierte Ch  

Seine Musik bringt den Sommer: Alvaro Soler spielt mit seinen spanischen Ohrwürmern in den Charts seit Jahren ganz oben mit. Und ist doch ein geerdeter Familienmensch geblieben. Im Gespräch erweist sich der Gute-Laune-Sänger als Erbsenhasser, Schweizliebhaber und echtes Basteltalent.  

Alvaro Soler, Ihr neuer Hit «La Cintura» bedeutet die Hüfte. Schwingen Sie gern die Hüften?
 

Ich tanze gern, aber ich bin überhaupt nicht begabt.

Im Video spielt Toni Garrn mit. Wie haben Sie das Topmodel für Ihr Video gewinnen können?
 

Mein Manager hatte Tonis Nummer, und tatsächlich kam sie nach der Oscarverleihung nach Kuba geflogen. Total unprätentiös, ohne Security. Wir hatten es lustig zusammen, obwohl wir schon um fünf Uhr morgens drehten.

Was sagte Ihre Freundin dazu?


Sofia ist da cool. Sie arbeitet in derselben Branche, sie ist Singer-Songwriterin. Wir vertrauen uns. Aber eine Kussszene hätte ich mit Toni trotzdem nicht gespielt.

Erinnern Sie sich an Ihren ersten Schulschatz?


Damals lebte ich mit Eltern und Geschwistern in Tokio. Als Zehnjähriger schrieb ich einem süssen Mädchen einen Liebesbrief. Sie antwortete, dass wir ja Freunde sein könnten. Ich war schwer enttäuscht, obwohl ich diese Reaktion schon erahnt hatte (lacht).

Ihr Spitzname als Kind?


Albi, den habe ich oft immer noch.

Wie hätte Ihr Name als Mädchen gelautet?


(Lacht) Hoffentlich nicht Alvara! Das ist ein schrecklicher Name.

Sie dürfen Ihren Wohnort neu designen: Wie würde er aussehen?


Geil! Das ist meine Lieblingsfrage. Das Grün von Berlin würde ich mit der Aare zwischen Thun und Bern kombinieren. Der Fluss sollte dann aber ins Mittelmeer münden, da meine Stadt an der Küste liegt. Dahinter gibt es schöne Landstrassen, die in die Berge führen, wo man Ski fahren kann.

Welches Gemüse gehört verboten?


Erbsen! Sie haben keine Funktion. Ich mag sie einfach nicht.

Und was für ein Gemüse oder welche Frucht wären Sie?


Eine japanische Nashi-Birne. Das ist eine Kreuzung aus Birne und Apfel. Ich bin ja eine Mischung: Spanier und Deutscher. Wenn man Sachen kombiniert, kommt oft etwas Besseres dabei heraus. Wir leben in einer globalisierten Welt, jeder stammt von überall her. Das ist doch originell.

Um wie viel Prozent müssten Sie Ihr Arbeitspensum reduzieren, damit Sie massiv glücklicher wären?
 

Oh! Um 20 Prozent. Dann hätte ich mehr Zeit für meine Familie, könnte meine Termine und die Reisen zwischen meinem Wohnort Berlin und meiner Freundin in Madrid besser planen.

Wann haben Sie zuletzt etwas Selbstgebasteltes geschenkt?


Ich bastle gern. Meine Freundin bekam neulich zum Geburtstag einen Bilderrahmen von mir. Dafür habe ich selbst Stempel aus Gummi geschnitzt und damit etwas auf den Rahmen gedruckt. Dazu trug ich flüssiges Kupfer auf, das ich dann oxidieren liess. Es wird ganz hellgrün, Sofias Lieblingsfarbe. Ich bin oft nicht bei ihr, da sind solche Geschenke wenigstens ein kleiner Ausgleich.

Welchen Wunsch haben Sie endgültig begraben?


Rennfahrer oder Videospiel-Designer werden. Das waren so Kinderträume. Obwohl, das mit den Rennen habe ich noch nicht so ganz aufgegeben.

Welche Musik soll an Ihrer Beerdigung gespielt werden?


Eine richtig geile, keine traurige Ballade. Meine Beerdigung soll eine fröhliche Feier sein, die an mein Leben erinnert. Einen bestimmten Song habe ich bisher noch nicht im Sinn.

 

Die bisher beste Idee Ihres Lebens?


Nach Berlin zu ziehen, um offener zu werden und Songs zu schreiben. Dort traf ich meinen Produzenten und das Team.

Und Ihre dümmste Idee?


Nach Berlin zu ziehen. Da scheint nie die Sonne, das wusste ich vorher nicht. Ich wohne in Neukölln, da kann es ganz schön aggro sein.

Was würden Sie Ihren Kindern mit auf den Weg geben wollen?


Respekt vor anderen Menschen und Familiensinn. Sie sollen immer zusammenhalten. Nicht erben sollen sie meine Ungeduld, wenn es ums Instrumente-Lernen geht. Mich motiviert der gute Klang, aber der erklingt natürlich nicht, wenn man gerade erst zu lernen anfängt. Ich will es immer ohne Üben gleich perfekt beherrschen. Und meine Kinder sollten mehr lesen als ich. Ich lese gerade gar nichts. Das ist schlimm. Und sie dürfen meine Grösse erben, aber nicht unbedingt die langen Beine. Das ist im Flugzeug echt unpraktisch.

 

Was wird man in hundert Jahren über die aktuelle Epoche sagen?


Ich hoffe, dass wir die gewesen sein werden, die die Erde wieder respektierten und versuchte, die globale Erwärmung aufzuhalten. Unsere Aufgabe ist es, die Ressourcen ohne Krieg fair zu teilen.

 

Welche Pille gehört erfunden?


Vor allem in Berlin bräuchte man die Positivitätspille. Menschen, die stets so negative Energie ausstrahlen, machen mich nervös.

Der beste Ratschlag, den Sie je bekommen haben?


Die Erziehung meiner Eltern. Man soll kein Träumer sein.

INTERVIEW BY ALVARO TO BILLBOARD ITALIA (RIMINI, 06/07/2018) 

Credits: Thanks to Billboard Italia for this video on your Youtube channel 

INTERVIEW BY ALVARO TO LATIN POP BRASIL (MIAMI, 27/06/2018) 

Alvaro talked to the Brazilian music website Latin Pop Brasil about his new cd Mar De Colores when he was in Miami at the end of June filming the music video for the remix version of La Cintura (feat Flo Rida and Tini)

Alvaro habló con el sitio web musical brasileño Latin Pop Brasil sobre su nuevo disco Mar De Colores cuando estaba en Miami a finales de junio filmando el video musical para la versión remix de La Cintura (con Flo Rida y Tini) 

Credits: Thanks to Latin Pop Brasil for this video on your Youtube channel 

INTERVIEW BY ALVARO TO MEXICAN TV CHANNEL TELEVISA (MIAMI, 27/06/2018) 

Alvaro was interviewed by the Mexican TV channel Televisa in Miami last Wednesday, the day after he shot his new music video for La Cintura featuring Flo Rida. In this interview to Televisa, Alvaro presents us his hit La Cintura, which presently is topping the radio charts and digital sales charts everywhere in Europe, and also tells us something more about his second album Mar de Colores, out on the 14th of September! 

Alvaro fue entrevistado por la cadena de televisión mexicana Televisa en Miami el pasado miércoles, al día siguiente de rodar su nuevo vídeo musical para La Cintura con Flo Rida. En esta entrevista con Televisa, Alvaro nos presenta su éxito La Cintura, que en este momento encabeza las clasificaciones de radio y listas de venta en toda Europa, y también nos cuenta algo más sobre su segundo disco Mar de Colores, ¡que sale el 14 de septiembre!

Credits: Video from the Youtube channel of Las Estrellas 

INTERVIEW BY ALVARO TO COOPZEITUNG  (ZURICH, 16/05/2018) 

Alvaro gave an interview to  the Swiss newspaper Coopzeitung, answering some short questions, like whether he prefers tea or coffee, the countryside or the city, day or night, summer or winter, books or movies, whether he's a dreamer or a realist. Alvaro did this interview when he was in Zurich for promo on Wednesday 16th of May 2018.

Alvaro dio una entrevista al periódico suizo Coopzeitung contestando algunas preguntas breves, como por ejemplo si prefiere té o café, el campo o la ciudad,  día o noche, verano o invierno, libros o películas, o si es soñador o realista. Alvaro hizo esta entrevista cuando se encontraba de promoción en Zúrich el miércoles 16 de mayo de 2018 

Credits: Thanks to Coopzeitung for this video on your Youtube channel 

INTERVIEW BY ALVARO TO THE SWISS NEWSPAPER COOPZEITUNG (ZURICH, 16/05/2018)

Álvaro Soler: «Millionär bin ich nicht»

25/06/2018 --- Coopzeitung.ch

 

Álvaro Soler (27), Herr über die Sommerhits, erzählt, wer vor seiner Garderobentür steht und weshalb er sich nicht in Jennifer Lopez verliebt hat.

 

Álvaro Soler, wir haben fünf Stichwörter vorbereitet: Sommer, Gesang, Länder, Namen sowie kreuz und quer. Drei dürfen Sie für dieses Gespräch auswählen.


Dann nehme ich zuerst «Sommer» …

… nicht sehr überraschend. Hört man den Namen Álvaro Soler, denkt man automatisch an Sonne und Sommerhits.


Ich selber aber erlebe sehr wenig Sommer. Weil ich dann die ganze Zeit unterwegs bin. Ich möchte mich auch nicht nur auf die Sommerhits reduzieren lassen. Deshalb veröffentliche ich im September das Album «Mar de Colores». Es ist Zeit, etwas zu wagen und die Menschen zu überraschen. Sonst verharre ich in dieser Sommerhitecke. Und dann wirds schwierig, da wieder herauszufinden.

Brauchen Sie alle Jahreszeiten?


Ja, aber der Winter könnte kürzer sein. Gerade in Berlin, wo ich meistens lebe. Im Winter ziehts mich deshalb oft nach Madrid, wo ich mit meiner Freundin ein kleines Appartement besitze.

Wie geht es Ihnen, wenn sich der Sommer dem Ende zuneigt?


Letztes Jahr machten wir eine Sommer-Tournee, die uns auch durch Italien führte. Das war nicht nur musikalisch superinteressant, sondern auch kulinarisch. Zum Beispiel Capri, Sizilien oder die Toskana – das sind Orte, wo man sonst gerne in den Ferien ist. Da kann man gar nicht genug kriegen. Aber eine Depression bekomme ich nicht, wenn der Sommer zu Ende ist. Dann freue ich mich auf die gemütlichen Stunden am Kamin. Wenn es das ganze Jahr nur warm wäre, würde man sich gar nicht mehr über die Sonne freuen.

Millionen träumen von Ferien in Spanien. Sie aber sind nach Berlin gezogen.


Schlechte Entscheidung, nicht? (Lacht.) Nein, ich habe das nicht wegen der Lebensqualität gemacht, die in Spanien auch hoch ist. Berlin ist aber wegen der Arbeit attraktiver: Ich habe da mehr Möglichkeiten.

Das finde ich erstaunlich. Man könnte doch annehmen, dass man als erfolgreicher Musiker überall arbeiten kann.


Auch mein Bruder prüft gerade, ob er nach Berlin kommen soll. Wir sind in Spanien noch immer nicht aus der Krise raus. Das merkt man, wenn man einen Job sucht. Spanien ist grossartig – wenn man genug Geld hat.

So wie Sie als Millionär.


Nein, Millionär bin ich nicht. Schön wärs. Aber ich will mich nicht beklagen. Immerhin muss ich mich nicht fragen, ob das Geld am Ende des Tages reicht. Anders meine Freunde, die es in Spanien schwer haben, einen gut bezahlten Job zu finden. In Deutschland zieht man mit 18 oder 19 aus. In Spanien ist das nicht möglich. Ich war mit 23 Jahren der Erste meiner Freunde, der das Elternhaus verliess. Die meisten wohnen mit 27 immer noch bei ihren Eltern, einfach, weil es finanziell nicht anders geht.

Wie sieht der perfekte Sommertag für Sie aus?


Ein Tag an der Costa Brava, nördlich von Barcelona. Meine Eltern hatten da ein Haus. Das ist wahnsinnig schön dort, ohne zu viele Touristen. Alles ist sehr entspannt. Man kann mit einem Boot traumhafte Strände erreichen, die idyllisch gelegen sind.

Nächstes Thema, bitte!


Da wähle ich «Namen».

Sie haben sich als Fan von Semino Rossi geoutet.


Ihn treffe ich meist an Schlagersendungen. Seine Lebensgeschichte ist grossartig. Jahrelang sang er tapfer auf der Strasse. Erst mit 40 gelang ihm der Durchbruch. Ich finde es bewundernswert, wie er so lange durchgehalten hat. Ich hätte diese Geduld nicht aufgebracht. Hätte es bei mir nach zwei Jahren nicht geklappt, wäre ich wieder als Industrie-Designer arbeiten gegangen.

Wie oft musizierten Sie auf der Strasse?


Ein einziges Mal, aber nur zu Promo-Zwecken. Als Strassenmusiker musst du in Barcelona ein Casting machen …

… echt?


Ja, du musst vorspielen. Befinden sie  dich für gut genug, erhältst du deine Lizenz und darfst auf der Strasse loslegen. So kann nicht einfach jeder spielen – es sei denn, er macht es illegal und lässt sich nicht von der Polizei erwischen.

Ein anderer Name, zu dem Sie sicher etwas zu erzählen haben: Jennifer Lopez, mit der Sie die englische Version von «El Mismo Sol» aufgenommen haben.


Das war verrückt. Plötzlich kam die Nachricht, dass sie mit mir diesen Song aufnehmen möchte. Vor unserer ersten Begegnung war ich sehr nervös und fragte mich, ob ich überhaupt gut genug für dieses Level war. Sie war dann aber sehr nett und überhaupt keine Diva. «Cooler Song», sagte sie bei der Begrüssung.

Haben Sie sich in sie verliebt?


Nein, sie hatte damals einen Freund und damit war für mich das Thema abgehakt. (Lacht.)

Wer ist sonst noch ein cooler Star?


Phil Collins. Ich habe auf seiner Gala gespielt. Zuvor war er eine Ewigkeit nicht mehr aufgetreten. Das war schon ein Highlight in meiner Karriere. Auch er war sehr bodenständig – wie so viele, die ganz oben stehen. Die haben Allüren gar nicht nötig. Schlimm sind eher jene, die es nicht nach oben schaffen, die von sich aber glauben, dass sie schon längst dorthin gehören. Die wirken oft verbissen.

Letztes Thema …


… «kreuz und quer».

Wer steht nach einem Konzert vor der Garderobentür?


Alle: Frauen, Männer, Kinder. Kreuz und quer durch alle Altersschichten. Es sind immer sehr viele Familien an meinen Konzerten dabei. Also nicht nur Mädels von 14 bis 18, sondern da kommen auch Omas mit ihren Enkelkindern oder Ehepaare in den Fünzigern.

Haben Sie genügend Zeit für sich?


Man muss Wege finden, damit man trotz aller Verpflichtungen Zeit hat für sich und Freundin und Familie. Bei mir wechseln sich stressige Phasen immer wieder mit normalen ab. Am anstrengendsten ist die ganze Fliegerei. Ich sitze viel im Flieger, sammle Meilen – und zur Belohnung geht Air Berlin pleite! Ein Lied auf meinem neuen Album im September beschreibt genau dieses Gefühl.

Verlieben Sie sich auf den ersten Blick?


Natürlich muss zu Beginn dieses Gefühl des Verliebtseins da sein. Doch so richtig festigt sich dieses erst mit weiteren Schritten. Man verliebt sich sozusagen immer weiter.

Vorhin erwähnten Sie Ihre Freundin Sofia Ellar. Wo lernten Sie sie kennen?


Auf Instagram. Sie folgte mir. Zwischendurch schaue ich mir an, wer mich geliked hat, und da fiel sie mir auf. Auch weil sie selber Musik macht. Wir trafen uns dann in Madrid: Sie wollte von mir wissen, wie das mit einer Karriere verläuft. So nahm das Ganze Fahrt auf.

Was ist Glück?


Glück ist, wenn man eine Balance in seinem Leben findet und diese behalten kann. Ich verbinde Glück auch mit Liebe, Familie, guten Freunden und Heimatgefühlen.

Sie haben eine Zeit lang in Japan gelebt und sangen dort gerne Karaoke. Ihr liebster Karaokesong?


«I want it that way» von den Backstreet Boys. Oder «Wonderwall» von Oasis.



Ich kann überhaupt nicht singen. Welchen Song empfehlen Sie mir für einen Karaoke-Abend?


«Country Roads» von John Denver. Oder «Hallelujah» von Leonard Cohen. Mit einer tiefen Stimme gehts einfacher.

INTERVIEW BY ALVARO WITH INTERIA MUZYKA  (WARSAW, 13/05/2018)

During his promotional stay in Warsaw on Sunday 13th of May, Alvaro did an interview with the Polish music website Interia Muzyka. Watch here the videos of Alvaro's interview, in which he talks about his apartment in Madrid, about his country Spain, which he considers his home, about the Asian culture and Asian people, about Japan where he spent his teens, and about the best fan present he has ever received. 

Al estar de promoción en Varsovia el domingo 13 de mayo, Alvaro concedió  una entrevista al sitio web musical polaco Interia Muzyka, en la cual platica de su piso en Madrid, de su país España, que considera su casa, de la cultura y la gente asiática, de Japón, donde pasó su adolescencia, y del mejor regalo que recibió de una fan. Mira abajo los videos.  

Credits: Thanks to Interia Nieruchomości for those videos on Youtube

INTERVIEW WITH VL MEDIA FR (PARIS, 08/06/2018)

Alvaro Soler:  «Chanter avec Jennifer Lopez est très intimidant»

 

15/06/2018 --- VL Media Fr. 

Tout Pour Réussir, dix minutes d’interview avec Saad Merzak. Un retour sur la carrière d’une personnalité du monde médiatique, artistique ou économique, et les raisons de son succès. Aujourd’hui Saad Merzak reçoit Alvaro Soler, chanteur et compositeur espagnol. 

 

Saad Merzak : Bonjour Alvaro Soler, en France, nous te connaissons peu…Peux-tu te présenter en quelques mots?

Alvaro Soler : Je suis un gars normal qui aime la musique. Lorsque j’étais plus jeune je faisais de la musique pour moi-même puis en 2015 le public a découvert mon titre «El Mismo Sol». Ce titre fut numéro 1 en Italie, en Suisse et d’autres pays européens…Il y a même eu une collaboration avec Jennifer Lopez…Il y a eu aussi mon single Sofia. Sinon à part ça, je viens de Barcelone et mon père est allemand. J’ai donc grandi en parlant l’espagnol et l’allemand. Mon nouvel album sort en septembre prochain.

 

Comment as-tu intégré l’univers de la musique?

J’ai commencé la musique lorsque j’avais 15 ou 16 ans. Je faisais des trucs avec mon ordinateur. Ensuite, j’ai fait parti d’un groupe. J’ai sorti quelques chansons en Espagne qui ont attiré l’attention de Sony Publishing. Ils m’ont proposé de faire partie de leur équipe d’auteurs…C’est-à-dire d’écrire des chansons pour d’autres artistes. Un jour j’ai écrit une chanson pour un artiste allemand, c’était une sorte de test pour moi afin de savoir si j’étais bon ou pas en tant qu’auteur de chansons…Puis un jour les producteurs en Allemagne m’ont proposé l’opportunité de chanter mes propres chansons et c’est comme ça que j’ai démarré l’aventure.

 

Ta nouvelle chanson s’appelle la Cintura, où est ce que tu l’as enregistrée?

La Cintura est une chanson que j’ai enregistrée à Los angeles avec Jakob Erikson qui fait partie de l’équipe de RedOne.

 

Et sinon ça fait quoi d’avoir chanté avec la chanteuse Jennifer Lopez?

Cela est très intimidant, évidemment. Jennifer Lopez avait enregistré une partie de la chanson à New York, du coup je ne la connaissais pas. Je l’ai rencontrée à New York lorsque l’on a tourné le clip ensemble. Ensuite, nous nous sommes vus à deux reprises, une fois à Las Vegas pour une performance live. Une autre fois à Miami. C’était une très belle expérience.

 

Est-ce qu’il a d’autres artistes avec qui tu aimerais collaborer?

Il y a peut-être un artiste avec qui j’aimerais beaucoup collaborer. C’est Maitre Gims! Sinon j’aime aussi Juanes. J’écoute aussi pas mal de Rap français. J’apprécie beaucoup cette musique.

 

Tu es aussi d’origine allemande, pourquoi ne chantes tu pas aussi dans cette langue?

Ça serait compliqué pour moi car cela limiterait mon public. Je voyage beaucoup en Europe et les gens sont d’une manière ou d’une autre, liés à la langue espagnole. Si je faisais de la musique en allemand, ça parlerait qu’au public allemand.

 

Tu as du succès dans plusieurs pays européens, notamment l’Espagne, l’Allemagne et aussi la France. Que ressens-tu lorsque tu vois des fans qui connaissent tes chansons par cœur?

C’est un sentiment assez étranger car vous êtes dans une situation où votre public ne connait pas vraiment votre langue mais connait vos chansons donc c’est assez flatteur. Certaines personnes m’écrivent pour me dire qu’elles apprennent l’espagnol grâce à mes chansons.

 

Qu’est-ce que le succès a changé dans ta vie?

Le temps. Je dispose de moins de temps libre qu’avant car je travaille beaucoup. Sinon j’ai gardé mes amis d’avant même si aujourd’hui j’en ai un peu plus (sourire….).

 

Qu’est-ce que tu conseillerais aux jeunes qui souhaitent eux aussi tenter une aventure dans l’industrie musicale?

Il faut se poser les questions pourquoi on veut faire ce métier. Il faut être unique et avoir quelque chose que l’autre n’a pas. Lorsque j’étais juré à X factor Italia, je cherchais vraiment la perle rare…une personne qui avait quelque chose de spécial, de différent…Ensuite, vous pouvez montrer ce que vous savez faire à travers les Talent Show, les réseaux sociaux etc.

 

Lorsque tu ne travailles pas, à quoi ressemble ton quotidien?

Je fais des trucs normaux comme cuisinier, sortir et lorsque j’ai du temps libre, je dors…

 

Et sinon, quels sont tes plans pour cet été?

Aucune idée. J’ai prévu de m’en occuper ce week-end avec ma petite amie qui vit en Espagne. Nous aurons 5 jours ensemble cet été, nous aimerions bien passer nos vacances en Grèce.

INTERVIEW WITH ITALIAN TV CHANNEL SKY TG24   (VERONA, 05/06/2018)

Alvaro Soler, La cintura e i ricordi di X Factor: L'intervista 

 

11/06/2018 --- Sky TG24 

 

Alvaro Soler , che è stato giudice di X Factor , è disco di platino col nuovo singolo La cintura , che anticipa l'album in uscita a a settembre. Lo abbiamo incontrato a Verona , in occasione dei Wind Music Awards e lo abbiamo intervistato.  (@BassoFabrizio)

Nessun dubbio. Quando alza la voce Alvaro Soler si alzano anche i numeri. Il suo nuovo singolo La Cintura, che anticipa l’uscita del suo nuovo disco di inediti Mar de Colores, atteso per il 14 settembre, è stato ufficialmente certificato platino nel nostro paese. A Verona, in occasione dei Wind Music Awards lo abbiamo incontrato e intervistato.

Alvaro cosa c'è dietro La cintura?


E' una canzone uscita due mesi fa, è una storia autobiografica.


Cosa descrive?


L'insicurezza. Il tema è quello del ballo. A me piace ma sono disarticolato. La testa però mi dice che ballare è un modo di raccontare le tue emozioni. Era per me importante narrare una cosa che non so fare.


In questa epoca edonista è un atto di coraggio affrontare una propria debolezza.


Tutti nel mondo latino scrivono cose che fanno bene, parlano di soldi, belle macchine e belle donne. Io credo che motivare chi ha insicurezza per un suo limite mentale sia importante.


Risolto il problema ritmo?


Ora non me ne frega niente di quando ballo, di che pensano gli altri. Oggi ho ballato da solo in hotel.


Insomma sfrutta ogni momento per stare bene.


Guardi il poco tempo libero rappresenta la parte negativa del successo. Penso che il tempo è la cosa più preziosa che ho. Quello che ho libero lo dedico alla fidanzata o alla famiglia. Alla fine tutto è importante per cui devi darti delle priorità.


A settembre arriva il disco Mar de Colores.


Ci saranno quattro canzone nuove fino a settembre, lo faccio per i fan e per suonare qualche canzone nuova, sono trascorsi tre anni dall’ultimo album.


Concerti?


Farò un piccolo tour dopo l’uscita dell'album, suonerò in cinque città d’Europa e ci sarà anche l’Italia. Poi è in fase di studio il tour europeo per il 2019.


X Factor è alle audizioni: consigli?


Tirare fuori quello che è la parte più speciale di loro, non essere nervorsi, rilassarsi.


Non è proprio facile.


Basta essere se stessi.


Sono ragazzi che puntano al sucesso.


X Factor è una grande palestra, ma se vai lì per essere famoso hai sbagliato programma.

INTERVIEW WITH SWISS MAGAZINE BLICK  (ZURICH,16/05/2018)

«Ich habe Angst, mich zu blamieren»

10/06/2018 --- Blick.ch 

Seit drei Jahren liefert Alvaro Soler mit seinen Hits das perfekte Musikmaterial für den Sommer. Uns verrät der Deutsch-Spanier, wo er sich zu Hause fühlt, wie er seine Freundin kennenlernte und was er vom spanischen Überhit «Despacito» hält.

Sein Tanztalent


«Mein Song ‹La Cintura› handelt von der Scham, den Männer beim Tanzen haben. Auch ich habe Angst, mich mit komischen Bewegungen zu blamieren. Männer können aber genauso gut tanzen wie Frauen, sie müssen es nur wollen.»

Kuba


«Wir haben schon zwei Videos auf Kuba gedreht, und es ist immer schön, dort zu sein. Viele sprechen ja immer davon, dass sich das Land in kurzer Zeit so verändert hat. Aber es ist noch genau gleich wie vor zwei Jahren.»

 

Sein Zuhause


«Ich habe zwar eine Wohnung in Berlin, aber mein Zuhause ist Spanien, da, wo meine Familie ist. In Madrid habe ich nun auch ein kleines Studio eingerichtet, dort wohne ich mit meiner Freundin.»

 

Seine Freundin


«Ich folge regelmässig neu entdeckten Musikern auf Instagram. Darunter war auch die Spanierin Sofia Ellar. So kamen wir in Kontakt. Wir haben uns also über Instagram kennengelernt. Ein Duett ist aber nicht geplant, obwohl wir oft zusammen musizieren.»

Die Eifersucht


«Das ist bei mir und meiner Freundin kein Thema. Sie hat viele männliche Fans, ich viele weibliche. Das gehört halt dazu. Es ist eine Sache des Vertrauens.»

Spanische Musik in der Schweizer Hitparade


«Aufgrund der Mehrsprachigkeit sind Schweizer wohl offener für spanische Musik. Zudem wird hier oft in der Schule Spanisch gelehrt und es gibt eine grosse spanische Gemeinschaft. Das hilft mir zusätzlich, Leute zu erreichen.»

«Despacito»


«Ehrlich gesagt habe ich diesen Song nicht so oft gehört, darum geht er mir nicht auf den Geist. Er wurde zum Welthit. So was zu erreichen ist unglaublich.»

Seine Autoliebe


«Ursprünglich wollte ich Autodesigner werden, dann habe ich auf Musik gesetzt. Das bereue ich nicht. So viele Erfahrungen, die ich gemacht habe, hätte ich als Autodesigner nicht gemacht. Manchmal habe ich Auftritte bei Autorennen, so kann ich meine Liebe zu Autos doch noch ausleben.»

Sein Haargeheimnis


«Ich brauche nur fünf Minuten. Ich mach mir nur Wachs rein und schaue, dass die Haare mir nicht ins Gesicht fallen. Für einen teuren Haarschnitt würde ich nie Geld ausgeben. Ein Coiffeurbesuch kostet mich nicht mehr als 20 Franken. Da bin ich sehr unkompliziert.»

Unabhängigkeitsbewegung in Katalonien


«Es ist ein sehr komplexes Thema. Klar, die Geldverteilung mag unfair sein, aber auch da sollte es Lösungen geben. Ich denke, dass die Regierung Kataloniens und die Regierung in Madrid besser miteinander kommunizieren müssen. Die Reaktionen beider Seiten waren nicht optimal.»

Sein Lieblingsessen


«Spaghetti alle Vongole, also mit Muscheln. Wenn ich zwischen Currywurst und Paella entscheiden muss, wähle ich klar Paella. Auch hier unbedingt mit Meeresfrüchten.»

Seine Kindheit


«Ich war ein sehr schüchternes und ruhiges Kind. Ich blieb gerne zu Hause und spielte mit meinem Bruder. Und ich war ein grosser Fan von Videospielen, allen voran Autorennspiele und Pokémon.»

INTERVIEW WITH ALVARO BY RADIO FLAIXBAC  (BARCELONA, 30/05/2018)

Last Wednesday 30th of May Alvaro presented his hit La Cintura on the morning show Vaparir of the Catalan radio station Radio Flaixbac in Barcelona. 

El pasado miércoles 30 de mayo Alvaro platicó de su éxito La Cintura en el programa matinal Vaparir de la emisora catalana Radio Flaixbac en Barcelona.  

Credits: Thanks to Radio Flaixbac for this video on Youtube 

INTERVIEW ON LOS 40 PRINCIPALES SPAIN (MADRID, 18/04/2018)

Credits: Thanks to LOS40 for this video on your Youtube channel

INTERVIEW WITH ALVARO BY MAGAZYN GALA  (WARSAW, 14/05/2018)

Alvaro presented his hit La Cintura and revealed whether or not he had plans to participate into Eurovision Song Festival in an interview to the Polish magazine Magazyn Gala. which he did in Warsaw on Sunday 13th of May or Monday 14th of May. Watch below the videos. 

Alvaro presenta su éxito La Cintura y revela si participará o no en el Festival de Eurovisión durante una entrevista que hizo con la revista polaca Magazyn Gala en Varsovia el pasado 13 o el 14 de mayo.  Mira abajo los vídeos de su entrevista con Magazyn Gala.

Credits: Official Youtube channel of Magazyn Gala 

INTERVIEW WITH ALVARO BY LOADS OF MUSIC (ZURICH, 15/05/2018)

Interview: Alvaro Soler in Zürich, 15/05/2018 

 

18/05/2018 --- Loads of Music 

 

Last Tuesday we had the opportunity to meet handsome latino singer Alvaro Soler, and ask him some questions. We talked about his last album, unfulfilled wishes and when he is going to be back on Tour.

 

You participated with the band Urban Lights, which you created with your brother and some friends, at the Spanish TV show „Tu Si Que Vales“. How was this experience?


Good, it was amazing! Together with this group, we wanted to open up to a broader audience, since back then, we were living in Barcelona and we needed a bigger audience. So, we decided to be part of this show, so that more people could see us. This actually worked: we made it to the final, and then, Sony offered us a contract. It was just amazing, I had just finished school when this opportunity showed up. Afterwards I moved to Berlin which was a very important moment for me. Back then, I couldn’t make a living out of my music, and I had many different jobs. I thought, that when I wanted to do Music, I should get as much as an engineer gets – well, actually that is what my father always said.

How was it for you, after the big break through came, and you got to hear one of your songs in the radio?
 

Honestly? It was really weird for me! With Urban Lights we had a lot of work, and all the money we made at the concerts we invested it in the new album. So, we knew exactly how hard a musician has to work. Having suddenly, as a single artist, one of your songs leading the chart lists in countries like Italy or Switzerland, was just something I could neither understand nor explain.

… and suddenly, Jennifer Lopez called


Yeah, I was asking myself: what is going on here? Of course, now I have realized everything. Back then all I could think of was: I hope I can handle everything that is going to happen. That for, the experience I had already made with Urban Lights was a huge help. I still keep thinking that all of this can end any time.

Well but now, with your song „La Cintura“, which is very likely to become the new summer hit, and all the fans you have right now, you dont have to keep worrying about that.
 

Thank you very much! I have definitely the best fans, and they give me a lot. I love them so much!

 

Where did you write your last song?


We started in Los Angeles and finished it in Berlin. It happened between both cities. We are a three people team, two producers and me, and we always do everything together. At some point we thought going to America would be a great idea. In America they have a very different culture, sometimes also other ideas and that inspires us for our writing. We are not reserved people who are not open for new things, we always get inspired by new stuff, and we like to deep dive into new cultures.

Last year we went to your concert in Komplex and it was just amazing..


Oh you mean the mall? That location was really great. It was really good, people were on fire: it doesn’t happen to us very often, that we have to get out on stage again, after the bonus song.

What can we expect in september with your new album „Mar de Colores“?


It is a very personal album. The name of the album means „The Sea“ (mar) which is very important to me, because I was born in Barcelona and it is a place where I can relax. „The colors“ (los colores) are the different cultures I have in me, I feel and are a part of me. Each song has a completely different color, and in this case they are completely different colors than what we have seen until now.